SENNARIOLO – Nel cuore del Montiferru, la mattina di Pasqua, l’antico borgo di Sennariolo si fa teatro di uno dei momenti più suggestivi dei riti della Settimana Santa: S’incontru. Il piccolo centro, noto per le sue caratteristiche le architetture tipiche che si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante, offre una cornice unica arricchita dalla presenza di numerosi murales che decorano le facciate degli edifici, raccontando la storia e l’identità della comunità.

Mattina di Pasqua a Sennariolo
In questo scenario, lontano dai riflettori dei palcoscenici più noti de Sa Chida Santa dell’Isola, la celebrazione della Resurrezione diventa un evento corale che coinvolge l’intera piccola comunità.

Sennariolo, il simulacro della Madonna
La cerimonia ha origine dall’antica chiesa di sant’Andrea Apostolo, punto di partenza delle due distinte processioni che trasportano i simulacri del Cristo risorto e della Madonna, accompagnati dalla confraternita del Santissimo Rosario e guidati dal parroco don Antonello Sotgiu.

Sennariolo, il priore della confraternita
I fedeli si dividono in due cortei che percorrono le vie del borgo in un’atmosfera di solenne attesa, snodandosi tra i vicoli. Il momento centrale della cerimoni si consuma nello slargo di via Roma, dove i due percorsi finalmente convergono per dare vita all’incontro simbolico tra la Madre e il Figlio.

Il rito de S’Incontru a Sennariolo
Nello spazio di via Roma, il rito raggiunge il suo apice emotivo quando, di fronte alla statua di Gesù, alla Vergine viene tolto il velo nero del lutto per rivelare le vesti splendenti della festa. Il gesto, accolto dagli applausi dei fedeli e dal suono delle campane, segna il trionfo della vita e la fine della sofferenza, trasformando lo slargo nel cuore pulsante della religiosità locale. Dopo questo toccante ricongiungimento, le statue proseguono unite verso la chiesa, dove sarà celebrata la solenne messa pasquale.

Sennariolo, processione pasquale
