In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, la città di Nuoro ha ospitato un’importante conferenza promossa dal Gruppo Consiliare Progetto per Nuoro. L’evento ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, riunito per ascoltare le testimonianze e le analisi di esperti e familiari su una realtà complessa e spesso invisibile.
NECESSITÀ DI UNA RETE – Ad aprire il dibattito è stata Lisetta Bidoni, che ha sottolineato l’urgenza di costruire una sinergia concreta tra famiglie, istituzioni e operatori sanitari. Durante l’introduzione, è emersa con forza la carenza di interventi strutturati e la necessità di attivare l’esperienza comunitaria di Marreri, fin ora rimasta sulla carta 
Conferenza sull’autismo (foto F. Nieddu)LA VOCE DELLE FAMIGLIE – Toccante la testimonianza di Giovanna Peddio, madre e portavoce di chi non ha voce. Il suo intervento ha messo a nudo le difficoltà quotidiane: il disagio scolastico, la mancanza di supporto e la sofferenza di nuclei familiari che, di fronte a casi di autismo severo, necessitano di assistenza totale, 24 ore su 24. Con la crescita della persona autistica, il rischio di isolamento aumenta e i genitori anziani vivono con angoscia l’incertezza sul futuro dei propri figli.
PROSPETTIVE SCIENTIFICHE E CLINICHE – La neuropsichiatra Franca Carroni ha riportato l’esperienza maturata al San Camillo di Sassari, evidenziando come, dopo l’infanzia, molti soggetti vengano dimenticati dalle istituzioni. Ha inoltre rimarcato le criticità nell’inserimento scolastico superiore e l’importanza di figure professionali competenti a sostegno delle famiglie. La dott.ssa Antonella Denti, primario del Centro Salute Mentale ASL 3, ha illustrato i diversi livelli del disturbo, spiegando che, sebbene il Dipartimento intervenga precocemente per favorire l’autonomia e l’inserimento lavorativo, nelle forme gravi l’intervento sanitario e riabilitativo deve essere costante e personalizzato attraverso piccole realtà abitative protette.
IMPEGNO DELLE ISTITUZIONI – All’incontro hanno preso parte il Sindaco Emiliano Fenu e l’assessore ai servizi sociali Adriano Catte. Entrambi hanno ribadito che il settore sociale rappresenta la voce principale del bilancio comunale. L’Amministrazione ha confermato l’intenzione di avviare interlocuzioni per il reperimento di strutture idonee e ha citato il progetto PLUS di Dorgali come modello per il “dopo di noi”. Resta centrale l’obiettivo di riprendere l’iniziativa della Fondazione Marreri, in accordo con la Provincia, per restituire alla comunità quella storica struttura.
