Trump minaccia l’uscita dalla NATO: “È una tigre di carta, considero il ritiro”

Salvatore

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Trump minaccia l’uscita dalla NATO: “È una tigre di carta, considero il ritiro”

mercoledì 01 Aprile 2026 - 19:55
Trump minaccia l’uscita dalla NATO: “È una tigre di carta, considero il ritiro”

Il panorama internazionale vive ore di estrema incertezza a seguito delle dichiarazioni shock rilasciate dal presidente degli USA, Donald Trump, il quale ha ammesso in un’intervista al Telegraph di stare valutando seriamente il ritiro degli Stati Uniti dalla NATO. Definendo l’Alleanza Atlantica una tigre di carta, il tycoon ha aspramente criticato i partner europei per la loro riluttanza a intervenire nello scenario iraniano, sottolineando come Washington si sia spesa per l’Ucraina senza ricevere un supporto analogo dagli alleati in altri contesti di sicurezza nazionale. Mentre il premier britannico Starmer e i vertici dell’UE si sono immediatamente schierati a difesa della stabilità dell’organizzazione, fonti interne all’Alleanza invitano alla calma, derubricando l’uscita del presidente a una delle sue consuete provocazioni strategiche volte a ottenere maggiori concessioni dai partner.

Parallelamente alla crisi diplomatica in Occidente, il fronte mediorientale rimane incandescente e segnato da versioni contrastanti. Teheran ha infatti smentito categoricamente le indiscrezioni su una presunta richiesta di cessate il fuoco, ribadendo con fermezza la decisione di mantenere chiuso lo stretto di Hormuz a tutti i paesi considerati nemici. Proprio per far fronte a questa minaccia diretta alla libertà di navigazione commerciale, il ministero degli Esteri britannico coordinerà nelle prossime ore un vertice tecnico che coinvolgerà circa trenta nazioni, inclusa l’Italia, per definire un piano operativo concreto che consenta la riapertura dello stretto non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.

In questo contesto di instabilità diffusa si inserisce il dramma umanitario del Libano, divenuto oggetto di una ferma presa di posizione da parte di quindici nazioni europee. Italia, Spagna, Polonia e altri dodici partner hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per chiedere l’immediata cessazione delle operazioni militari israeliane e degli attacchi di Hezbollah. I ministri firmatari si sono detti sconvolti dalla situazione sul campo, dove si contano già oltre un milione di sfollati interni, pari a un quarto della popolazione totale del paese. L’appello esorta al pieno rispetto della sovranità territoriale libanese e invoca una sospensione delle azioni armate per evitare che il conflitto degeneri in una catastrofe regionale senza ritorno.

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