Emergenza gelo allo Zonchello: pazienti e operatori al freddo da tre settimane

Salvatore

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Emergenza gelo allo Zonchello: pazienti e operatori al freddo da tre settimane

venerdì 27 Marzo 2026 - 10:29
Emergenza gelo allo Zonchello: pazienti e operatori al freddo da tre settimane

L'ingresso del Padiglione B dello Zonchello

NUORO – La situazione all’ospedale Zonchello ha superato la soglia del disagio per trasformarsi in una vera e propria emergenza sanitaria e logistica. Da ormai tre settimane, un guasto strutturale all’impianto di riscaldamento ha lasciato al gelo diversi padiglioni, colpendo in modo indiscriminato ambulatori, sale d’attesa e il centro prelievi. Con l’arrivo della nuova ondata di freddo, le temperature interne sono diventate insostenibili per i pazienti, molti dei quali affetti da patologie fragili, e per il personale medico costretto a operare in condizioni proibitive.
I tentativi di tamponare la criticità attraverso l’uso di stufette elettriche si stanno rivelando del tutto insufficienti a riscaldare i grandi volumi della struttura. In Pneumologia, reparto particolarmente delicato data la natura delle patologie respiratorie trattate, si sta procedendo all’installazione d’urgenza di alcune pompe di calore, ma il provvedimento appare come una goccia nel mare rispetto all’estensione del problema. Il freddo non sta solo minando la salute dei degenti, ma sta paralizzando la normale attività diagnostica e di accoglienza, rendendo le Sale d’attesa luoghi di estremo disagio per chiunque debba usufruire dei servizi ospedalieri.
Il persistere del guasto per un periodo così prolungato sta sollevando pesanti interrogativi sulla gestione della manutenzione straordinaria all’interno dei presidi sanitari nuoresi. Mentre si attendono interventi risolutivi sulle caldaie o sulle condutture principali, il centro prelievi e gli ambulatori restano in prima linea nel fronteggiare i disagi degli utenti, costretti ad attendere il proprio turno in ambienti gelidi. La comunità chiede risposte immediate e un cronoprogramma certo per il ripristino del servizio, onde evitare che il diritto alla salute venga ulteriormente compromesso dalle carenze infrastrutturali in un momento climatico così avverso.

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