La città dei record: a Nuoro il picco di votanti nella prima giornata di seggi

Salvatore

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La città dei record: a Nuoro il picco di votanti nella prima giornata di seggi

di Sonia Meloni
lunedì 23 Marzo 2026 - 09:20
La città dei record: a Nuoro il picco di votanti nella prima giornata di seggi

Nuoro, fila al seggio (foto S.Novellu)

C’è qualcosa nell’aria di Nuoro che sembra andare in controtendenza rispetto alla stanchezza democratica degli ultimi anni. I dati che arrivano dalle 44 sezioni della città non sono solo numeri, ma raccontano di una giornata, quella di domenica, vissuta quasi con un senso di urgenza civile.

Mentre in molti centri della Sardegna si faticava a ingranare, il capoluogo barbaricino ha iniziato a correre già dalle 12:00, con quel 19,09% che faceva presagire qualcosa di diverso. Alle 19:00 il dato era già diventato una valanga, superando il 40%, per poi assestarsi a fine giornata su un impressionante 47,08%. Per dare un’idea della proporzione, parliamo di una città dove quasi una persona su due aveva già votato prima ancora che i seggi riaprissero stamattina.

Se proviamo a riavvolgere il nastro delle ultime consultazioni, ci accorgiamo di quanto il dato attuale sia letteralmente fuori scala. Non è solo una questione di numeri, ma di un feeling con le urne che sembrava essersi spezzato e che oggi, improvvisamente, si è riacceso.

Basta guardare a quello che potremmo definire il “deserto del 2022”. Solo quattro anni fa, per lo stesso tema della giustizia, l’Isola sembrava aver quasi voltato le spalle alla partecipazione, chiudendo con un esiguo 15,5% finale. Era un segnale disinteresse profondo, un abisso rispetto alla vitalità che stiamo respirando in queste ore. Anche la timida ripresa del 2025, con i quesiti su lavoro e cittadinanza, non aveva fatto gridare al miracolo: la Sardegna si era fermata intorno al 22%, restando ancora una volta spettatrice distaccata rispetto alla media nazionale.

Il vero salto di qualità lo si percepisce però nel confronto con il 2020. Persino il referendum sul taglio dei parlamentari, che pure aveva un richiamo mediatico fortissimo, in Sardegna si fermò al 35,3%. Pensare che la sola città di Nuoro abbia superato quel dato di dodici punti già alla domenica sera, dà la misura di quanto questa tornata sia stata sentita nel profondo.

Resta, certo, nell’album dei ricordi collettivi, l’eco del 2016. Quel picco del 62,4% (referendum del 17 aprile 2016) per la riforma Boschi appartiene però a un’altra epoca: c’era una polarizzazione politica totale che oggi non vediamo. Eppure, la Sardegna – con Nuoro in testa – sembra voler dimostrare che la partecipazione sui temi costituzionali non è un reperto archeologico.

In sintesi, se l’Italia intera ha riscoperto la voglia di esprimersi, con un dato nazionale che alle 23:00 sfiorava il 46%, la Sardegna ha trovato nei nuoresi un’attenzione altissima per questa tematica. È un segnale che, al di là di quello che sarà lo spoglio finale, parla di una comunità che questa volta ha deciso di non restare a guardare dalla finestra.

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