È un lunedì da incorniciare per Alessandra Todde. La Presidente della Regione Sardegna incassa nello stesso giorno una fondamentale conferma giudiziaria e un successo politico di portata nazionale, blindando di fatto la sua leadership e il suo ruolo alla guida dell’Isola.
Il primo importante verdetto arriva dalla Corte d’Appello di Cagliari, che ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado sulla questione della decadenza. I giudici hanno dichiarato nulla la parte della sentenza che riqualificava la sua condotta come “omessa presentazione” del rendiconto elettorale, confermando la piena legittimità di Alessandra Todde nel ruolo di governatrice. Resta confermata solo la sanzione pecuniaria di 40mila euro, ma lo scoglio più grande — quello che minacciava la permanenza a Villa Devoto — è stato definitivamente superato, anche in virtù del precedente intervento della Consulta.
Dall’entourage della Presidente e dal Movimento 5 Stelle trapela un entusiasmo palpabile, sentimenti che si intrecciano con i dati che arrivano dalle urne del referendum costituzionale. Alessandra Todde, pronta a volare a Bruxelles per impegni istituzionali, ha espresso la sua soddisfazione per la netta vittoria del fronte del “No” in Sardegna e in Italia: “La Costituzione è salva e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto”, ha dichiarato commentando l’esito del voto.
Mentre si attende il punto stampa previsto per domani in terra belga, la governatrice si gode questo “bis” di buone notizie che spazza via le nubi giudiziarie e rafforza la sua posizione politica proprio mentre i flussi elettorali confermano la Sardegna come una delle roccaforti del rifiuto alla riforma costituzionale.
