Todde contro il Governo: “Sulle rinnovabili la Sardegna non sarà una semplice esecutrice”

Salvatore

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Todde contro il Governo: “Sulle rinnovabili la Sardegna non sarà una semplice esecutrice”

giovedì 19 Marzo 2026 - 16:54
Todde contro il Governo: “Sulle rinnovabili la Sardegna non sarà una semplice esecutrice”

La presidente Alessandra Todde

La Regione Sardegna ha ufficialmente impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge nazionale sulle aree idonee per le fonti rinnovabili. Secondo la presidente Alessandra Todde, la norma statale è lesiva delle prerogative autonomistiche e del governo del territorio, riducendo l’ente regionale a “semplice esecutrice di decisioni prese altrove”. La Giunta contesta duramente l’assenza di copianificazione e l’imposizione di automatismi che scavalcano le competenze della Sardegna su paesaggio, ambiente e siti archeologici di valore internazionale.

LA STRATEGIA – UNA LEGGE REGIONALE PER LO SVILUPPO E LA TUTELA –  La presidente Todde ha rivendicato il percorso normativo già avviato dall’Isola, confermando l’esistenza di una legge regionale sulle aree idonee costruita sulle peculiarità del territorio. “Siamo pronti a perfezionarla accogliendo i rilievi della Corte Costituzionale”, ha spiegato, ribadendo che la Sardegna non si oppone alla transizione energetica, ma alla pretesa dello Stato di decidere modalità e localizzazione degli impianti ignorando le comunità locali. Il ricorso punta a ristabilire un equilibrio che permetta di coniugare la produzione di energia pulita con la salvaguardia dell’identità sarda.

LO SCONTRO – BENI DISMESSI, POTERI SOSTITUTIVI E IL CASO EOLICO OFFSHORE – Il documento depositato alla Consulta solleva ulteriori critiche sui rapporti tra Roma e Cagliari. La Sardegna contesta lo Stato per il trattenimento di beni pubblici dismessi che, per Statuto, dovrebbero spettare alla Regione, e si oppone ai poteri sostitutivi che il Governo si è attribuito. Un punto di forte attrito riguarda inoltre il Piano dello spazio marittimo: la presidente Todde ha annunciato che ne chiederà formalmente la revoca, denunciando una contraddizione nelle politiche nazionali che spingono sull’eolico offshore pur ammettendo criticità rilevanti su costi e impatti ambientali.

LA CONCLUSIONE – «DIFENDIAMO L’AUTONOMIA PER UN FUTURO RISPETTOSO» –  “Difendiamo l’autonomia della Sardegna”, ha concluso la presidente, riaffermando che la battaglia legale è l’unico strumento per garantire che le scelte sul futuro energetico siano serie e rispettose per tutti i sardi. L’obiettivo della Giunta è impedire che l’Isola diventi terreno di conquista per progetti calati dall’alto, riappropriandosi della facoltà di pianificare uno sviluppo energetico sostenibile che non comprometta il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio.

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