NUORO – Negli anni ’70 Nuoro era un fermento di formazioni della sinistra di classe, organizzazioni di destra e movimenti anticolonialisti che trovavano voce nelle radio libere, tra cui spiccava l’emittente Radio Supramonte. Furono proprio i suoi attivisti a realizzare i primi murales nella sede di una palazzina tra via Roma e l’angolo di via Sulis, trasformando le pareti in un racconto visivo della storia della Sardegna, tra tradizioni popolari e lotte contro il colonialismo. Alcune di queste opere videro il contributo del celebre artista Pinuccio Sciola, la cui presenza attirò l’attenzione di numerosi cittadini ma anche delle forze dell’ordine, allertate da chi considerava quell’arte un semplice imbrattamento. In quell’occasione la risposta della comunità fu esemplare: decine di persone fornirono le proprie generalità autodenunciandosi come autori delle opere, mentre gli abitanti del quartiere offrirono persino le facciate delle proprie case per ospitare nuove opere.

Murale in via Chironi a Nuoro (foto Nieddu)
Di quella straordinaria stagione oggi rimane una preziosa testimonianza in via Roma, accanto a un palazzo con finestre in stile gotico e di fronte al tabacchino, dove un disegno sul ruolo della donna in Sardegna è stato restaurato alcuni anni fa. Un altro esempio, seppur sbiadito dal tempo, si trova in via Chironi, all’altezza dei giardini, e raffigura Su Ballu Tundu. Parallelamente alle istanze politiche, la città viveva le lotte studentesche per il potenziamento dei trasporti pubblici, necessarie per permettere ai pendolari di raggiungere le scuole in orari consoni. Queste rivendicazioni vennero impresse sui muri dagli studenti dell’Istituto d’Arte, come nel caso del vivace murale all’incrocio tra via Dante e il corso Garibaldi che recitava “trasporti gratuiti“, di cui oggi resta purtroppo solo la cornice lignea. Altri segni della creatività giovanile, sotto forma di graffiti, resistono dietro la chiesetta di Santa Croce, nell’area dei giardini di piazza Su Connottu.

Murale au giardini di piazza V. Emanuele (foto Nieddu)
La spinta creativa non è svanita nel tempo, evolvendosi verso forme di street art che hanno cercato di riqualificare pareti grigie e tetre in diverse zone urbane. Nei giardinetti di piazza Vittorio Emanuele sono ritratti gli uomini illustri nuoresi, anche se l’opera appare oggi corrosa dagli anni. Interventi più recenti, sostenuti dall’Assessorato alla Cultura del Comune, hanno interessato il Centro Polifunzionale di via Roma, il muraglione dell’ex Artiglieria e alcuni edifici scolastici.

Murale al centro Polifunzionale (foto Novellu)
Nel 2016, inoltre, il muro di cinta dello Stadio in viale Sardegna è diventato una galleria a cielo aperto dedicata alle poesie di Angelo Caria, figura centrale del movimento anticolonialista Su Populu Sardu. Tuttavia, il rispetto per queste opere non è sempre garantito: parte dei murales è stata oscurata da necrologi o imbrattata con scritte politiche, come avvenuto sul murale dell’Associazione Isola.

Arte e inclusivita’, un dettaglio del murale (foto S.Novellu)
Mentre centri vicini come Orgosolo hanno fatto del muralismo un vessillo identitario curato dalle amministrazioni, a Nuoro molti cittadini iniziano a chiedere interventi strutturali di recupero. La proposta che emerge con forza è quella di un restauro collettivo che coinvolga gli studenti dell’Istituto d’Arte e gli allievi delle scuole primarie e secondarie durante le ore di Educazione Artistica.

Nuoro ricorda l’indipendentista Anghelu Caria (foto Novellu)
Un impegno che l’Amministrazione comunale dovrebbe incoraggiare non solo per preservare la memoria storica, ma anche per trasformare le periferie e gli ingressi della città. Sostituire il grigio dei muri con i colori della street art rappresenterebbe un segnale di accoglienza e bellezza per chiunque arrivi a Nuoro, restituendo dignità a una forma d’arte che ha segnato profondamente la coscienza civile della comunità.
