In Sardegna esplode il caso caro-carburanti. Nonostante il decreto governativo n. 33 del 18 marzo 2026 preveda una riduzione immediata dei prezzi, Adiconsum Sardegna segnala una nuova ondata di rincari che ha preceduto l’applicazione della norma. Secondo i dati del Mimit, il prezzo medio del gasolio nell’Isola ha toccato quota 2,117 euro al litro, mentre la benzina si attesta su 1,881 euro. Il presidente Giorgio Vargiu accusa apertamente le compagnie petrolifere di aver “ritoccato al rialzo i listini alla pompa prima che scattasse il taglio”, vanificando parzialmente il beneficio per i cittadini.
IL DECRETO – TAGLIO DELLE ACCISE: RISPARMIO DI 12 EURO MA SOLO PER 20 GIORNI – Il provvedimento d’urgenza varato dal Governo, entrato in vigore oggi 19 marzo 2026, riduce le accise di circa 25 centesimi al litro (considerando anche l’IVA). Grazie a questa misura, il prezzo del diesel in Sardegna dovrebbe scendere a 1,873 euro al litro e quello della verde a 1,637 euro. Adiconsum stima un risparmio di circa 12 euro a pieno, ma Vargiu avverte: “La misura durerà solo 20 giorni”. L’associazione dei consumatori ribadisce la necessità di un intervento strutturale e permanente, come l’introduzione dell’accisa mobile, per contrastare l’eccessiva pressione fiscale.
LA BATTAGLIA – CONTROLLI SERRATI E TOLLERANZA ZERO CONTRO GLI “SCIACALLI” – Adiconsum Sardegna si dice pronta a una battaglia legale senza quartiere. “Denunceremo alle autorità competenti quei marchi petroliferi che non trasferiranno totalmente il taglio delle accise sui prezzi finali”, ha dichiarato duramente Vargiu. L’associazione accoglie con favore il rafforzamento dei poteri ispettivi del Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) e invita gli automobilisti sardi alla collaborazione attiva. L’appello ai cittadini è chiaro: monitorare i listini tramite l’Osservatorio del Mimit e segnalare tempestivamente ogni anomalia o mancato adeguamento dei prezzi alla pompa.
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