NUORO – Durante il processo in corso nel palazzo di giustizia nuorese, Marco Raduano ha rivelato dettagli inediti sulla sua evasione da Badu ‘e Carros, ammettendo di aver ucciso un ristoratore in Corsica nell’agosto del 2023 come ricompensa per i gruppi criminali che lo hanno protetto. L’ex boss della mafia garganica, ora collaboratore di giustizia, ha testimoniato in videoconferenza spiegando l’esistenza di un accordo operativo tra sardi e corsi volto a favorire la sua mobilità internazionale. Dopo i primi giorni trascorsi in un rudere nuorese, il latitante si sarebbe spostato tra i comuni di Bitti, Orune e Padru grazie al supporto logistico di diversi fiancheggiatori, prima di raggiungere l’isola francese.
Le dichiarazioni rese ai magistrati della DDA di Cagliari chiariscono come il delitto sia stato deciso proprio in Sardegna per saldare il debito accumulato durante i mesi di clandestinità. Raduano ha giustificato il precedente silenzio con il timore di ritorsioni verso i propri familiari, fornendo solo ora i nomi dei contatti che gli avrebbero garantito cibo e rifugi sicuri. Sebbene la difesa abbia sollevato dubbi sulla credibilità del teste citando discrepanze con versioni passate, il racconto delinea una rete di assistenza strutturata capace di sfruttare le falle del sistema carcerario e la conoscenza del territorio per nascondere i ricercati. (G.MURA)
