La Corte d’appello vaticana ha impresso una svolta significativa al procedimento giudiziario che coinvolge il cardinale Becciu, decretando la nullità relativa del giudizio di primo grado e disponendo la rinnovazione del dibattimento. Il provvedimento nasce dall’accoglimento di alcune eccezioni sollevate dalla difesa, con particolare riferimento al mancato deposito integrale del fascicolo istruttorio da parte del PG. I giudici hanno dunque ordinato il deposito in cancelleria di tutti gli atti e i documenti che compongono il procedimento istruttorio, fissando al prossimo 22 giugno la data in cui le parti dovranno comparire per stabilire il nuovo calendario delle udienze.
È importante sottolineare che l’ordinanza non comporta una cancellazione integrale di quanto avvenuto finora, poiché la Corte ha precisato che non viene dichiarata la nullità complessiva dell’intero giudizio. Pertanto, sia il dibattimento precedente che la sentenza di primo grado mantengono i propri effetti legali, nonostante la necessità di integrare gli atti mancanti e riaprire la fase dibattimentale. La decisione si focalizza sulla necessità di sanare le lacune documentali che hanno caratterizzato la fase istruttoria gestita dal Promotore di giustizia, garantendo così una maggiore trasparenza procedurale.
I legali del cardinale Becciu, gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, hanno espresso profonda soddisfazione per l’esito del ricorso, affermando che la decisione della Corte conferma la fondatezza delle loro contestazioni. Secondo la difesa, il riconoscimento della violazione del diritto alla difesa rappresenta un passaggio fondamentale per assicurare il rispetto della legge e la celebrazione di un giusto processo, restituendo centralità a principi normativi che erano stati segnalati come disattesi sin dalle prime fasi del giudizio.
