NUORO – Il centro della Sardegna si trova oggi a fronteggiare una delle sfide più difficili della sua storia recente: la progressiva scomparsa del medico di famiglia. Mentre i dati nazionali della Fondazione GIMBE al 1° marzo 2026 confermano un calo drastico dei professionisti in tutta l’Isola, è nel territorio di Nuoro e della sua ASL che la crisi assume i contorni di un’emergenza sociale, aggravata da una demografia che vede la popolazione residente diminuire del 3,5% in cinque anni, un tasso quasi doppio rispetto alla media regionale (FONTE ISTAT).
ASL 3 NUORO – UN TERRITORIO TRA CARENZE E PENSIONAMENTI – La situazione nella ASL di Nuoro riflette la fragilità delle aree interne, dove la dispersione geografica rende ogni assenza un ostacolo insormontabile per i pazienti, specialmente per i numerosi over 65 affetti da malattie croniche. A fronte dei 231 pensionamenti previsti in tutta la Sardegna entro il 2028, il Nuorese soffre di una saturazione dei posti che costringe i medici rimasti a superare costantemente il massimale di assistiti. I bandi per le zone carenti nel territorio di Nuoro e della Barbagia continuano a registrare una scarsa partecipazione, alimentando un circolo vizioso in cui il carico di lavoro eccessivo scoraggia l’arrivo di nuovi professionisti ( FONTE SISAC / GIMBE).
L’IMPATTO DEL PNRR E LE CASE DI COMUNITÀ NEL NUORESE – Per tentare di arginare il collasso, la strategia regionale punta sui fondi del PNRR, con un investimento che in Sardegna supera i 73 milioni di euro per la creazione di 50 Case di Comunità. Nel territorio della ASL 3 di Nuoro, queste strutture sono chiamate a diventare il nuovo fulcro dell’assistenza, integrando medici di medicina generale, specialisti e servizi di diagnostica di base. Tuttavia, l’efficacia di questi nuovi poli sanitari resta legata a un nodo ancora irrisolto: la presenza fisica dei medici. Senza un numero sufficiente di MMG (MEDICI MEDICINA GENERALE) disposti a operare all’interno di queste strutture, il rischio è quello di inaugurare contenitori moderni ma privi delle professionalità necessarie per garantire la presa in carico dei pazienti. (FONTE PNRR Localizzazione delle Case di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali (COT))
DALL’ACCORDO INTEGRATIVO ALLA SFIDA DELL’ATTRATTIVITÀ – Il recente Accordo Integrativo Regionale (AIR), ratificato a fine 2025, ha introdotto le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale dalle 8 alle 20 anche nel Nuorese. Nonostante gli sforzi normativi e le risorse messe in campo, come i circa 720.000 euro stanziati per potenziare la sanità territoriale nella sola ASL 3, la sfida resta l’attrattività della professione. In una provincia dove l’invecchiamento della popolazione è galoppante e le infrastrutture spesso carenti, il ruolo del medico di base deve essere ripensato non solo in termini economici, ma come parte integrante di una rete di servizi che permetta di superare l’attuale isolamento sanitario. (FONTE SARDEGNA SALUTE)
