L’assistenza sanitaria territoriale italiana sta affrontando una crisi senza precedenti. Secondo l’ultimo report della Fondazione GIMBE, al 1° gennaio 2025 mancano all’appello oltre 5.700 medici di medicina generale (MMG), con carenze che colpiscono 18 Regioni. Il calo dei professionisti, unito a un invecchiamento demografico che vede 14,6 milioni di over 65, sta portando il sistema al collasso: la media nazionale è di 1.383 assistiti per medico, superando ampiamente il rapporto ottimale di 1.200.
CARENZE E PENSIONAMENTI – IL QUADRO NAZIONALE – Tra il 2019 e il 2024, il numero di MMG in Italia è diminuito di 5.197 unità. La situazione è destinata ad aggravarsi entro il 2028, anno in cui sono previsti ben 8.180 pensionamenti. Nonostante l’aumento temporaneo delle borse di studio legato a fondi straordinari e PNRR, il numero di nuovi medici non sarà sufficiente a garantire il ricambio generazionale. Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, sottolinea come la professione abbia perso attrattività, con bandi che spesso vanno deserti specialmente nelle Regioni del Nord.
La Sardegna si conferma la Regione italiana più colpita dalla crisi della medicina territoriale, registrando numeri che raddoppiano o triplicano le criticità rilevate nel resto del Paese. Secondo l’ultima analisi della Fondazione GIMBE aggiornata al 1° gennaio 2025, l’Isola ha vissuto una vera e propria emorragia di medici di medicina generale. Tra il 2019 e il 2024, il numero di professionisti in servizio è crollato del 40,3%, una cifra spaventosa se confrontata con la media nazionale che si è attestata su una riduzione del 14,1%. Questo dato colloca la Sardegna in una posizione di estrema vulnerabilità, trasformando il diritto alla salute in una sfida quotidiana per migliaia di cittadini.
UN CARICO DI LAVORO OLTRE IL LIMITE – LA REALTÀ DEI PAZIENTI SARDI – La carenza di personale si traduce in una pressione insostenibile per i medici rimasti in attività. Attualmente, in Sardegna ogni medico di base deve gestire mediamente 1.384 assistiti, superando non solo il rapporto ottimale di 1.200 pazienti fissato dagli accordi nazionali, ma anche la già elevata media italiana di 1.383. Per colmare questo vuoto e garantire una distribuzione capillare degli ambulatori, nell’Isola mancherebbero all’appello almeno 143 medici di medicina generale. La saturazione dei posti disponibili limita drasticamente la libertà di scelta del cittadino, che spesso si trova costretto ad accettare l’unico professionista disponibile, talvolta molto lontano dal proprio comune di residenza.
PENSIONAMENTI E MANCATO RICAMBIO – IL FUTURO AL 2028 – Le prospettive a breve termine non offrono segnali di ripresa, poiché l’Isola deve fare i conti con un’ondata di uscite dal mondo del lavoro che non trova compensazione nelle nuove leve. Entro il 2028, sono previsti 231 pensionamenti tra i medici che raggiungeranno il limite dei 70 anni. A rendere il quadro ancora più fosco è la scarsa attrattività della professione: nel 2025, i partecipanti al concorso per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale in Sardegna sono stati inferiori ai posti messi a bando, con un deficit del 5% tra candidati e borse finanziate. Si tratta di un segnale d’allarme isolato nel panorama italiano, dove invece la media nazionale ha registrato un esubero di richieste pari al 26,1%.
VERSO UNA RIFORMA NECESSARIA – IL COMMENTO DI NINO CARTABELLOTTA – Il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, evidenzia come la Sardegna sconti gli effetti di una programmazione inadeguata del passato unita a una crisi di vocazioni attuale. Il rischio concreto è che ampie porzioni del territorio sardo restino prive del principale punto di accesso al Servizio Sanitario Nazionale, proprio mentre la popolazione invecchia e aumentano i bisogni legati alle cronicità. Senza una riforma organica che ridisegni il ruolo del medico di famiglia e ne valorizzi l’attività all’interno delle reti territoriali, la Sardegna rischia di scivolare verso un isolamento sanitario che colpirà duramente i pazienti più fragili e gli oltre 310.000 over 65 residenti nell’Isola.
