Una “marea gialla” di oltre tremila agricoltori e allevatori, scortata da decine di trattori, ha invaso via Roma a Cagliari per portare il grido d’aiuto delle campagne sarde davanti al Palazzo del Consiglio regionale. La mobilitazione, organizzata da Coldiretti Sardegna, ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da ogni angolo dell’Isola, unite per rivendicare risposte immediate su vertenze storiche e nuove emergenze che stanno mettendo in ginocchio il settore primario.
LE VOCI DELLA CRISI: DAI DANNI SPECIFICI AI RITARDI BUROCRATICI – Il sit-in è diventato il megafono di un malessere profondo che attraversa diverse filiere. I produttori di Villacidro hanno acceso i riflettori sui danni da maltempo, che negli ultimi mesi hanno bruciato decine di milioni di euro in colture e strutture. Dalla Gallura è arrivato l’appello per gli allevatori colpiti dalla dermatite bovina, con la richiesta prioritaria di difendere il reddito dopo gli abbattimenti obbligatori. Fortissima anche la protesta contro la burocrazia: dal Nuorese, gli allevatori denunciano con forza il blocco delle pratiche e dei pagamenti, una “gestione nei cassetti” che sta prosciugando la liquidità delle aziende e impedendo ogni forma di investimento futuro.
L’EMERGENZA IDRICA E IL NODO DEI TRASPORTI – Al centro del dibattito politico, sollecitato dall’incontro tra i vertici Coldiretti e i capigruppo regionali, vi è la gestione inefficiente della risorsa idrica. Nonostante l’agricoltura sarda consumi circa 500 milioni di metri cubi d’acqua l’anno, le reti colabrodo disperdono fino al 50% della risorsa. L’Anbi e Coldiretti chiedono una programmazione strutturale che preveda nuovi invasi e l’interconnessione dei bacini, contestando i recenti rincari tariffari. A pesare come un macigno sulla competitività isolana è anche il tema dell’insularità: negli ultimi cinque anni, i costi della logistica e dei trasporti sono lievitati del 50%, penalizzando i prodotti sardi sui mercati nazionali ed esteri.
LE RICHIESTE ALLE ISTITUZIONI: CERTEZZA E RECIPROCITÀ – La piattaforma presentata alle istituzioni regionali non si ferma alle emergenze locali ma guarda ai mercati globali. Coldiretti chiede interventi decisi contro la fauna selvatica, la tutela del “Made in Sardegna” contro le contraffazioni e, soprattutto, l’applicazione del principio di reciprocità negli scambi commerciali. La richiesta è chiara: chi esporta in Europa deve rispettare gli stessi rigidi standard ambientali e sanitari imposti alle imprese sarde. Al fianco degli agricoltori, in piazza a Cagliari, sono scesi anche numerosi sindaci e amministratori locali, a testimonianza di come la crisi delle campagne rappresenti ormai una minaccia per la tenuta sociale dell’intera Isola.
