Nove mesi dopo il successo elettorale il Campo largo a Nuoro attraversa già una crisi politica, che non sembra di facile soluzione. La vicenda è quella del dissidio all’interno del gruppo Sinistra Futura. Dove ci si è avvitati nel contrasto tra l’unico consigliere del gruppo, Angelo Coda, e l’assessore di riferimento, Domenico

Domenico Cabula (foto S.Meloni)
Cabula. Il primo non vuole più il secondo in giunta, in quando non rappresenterebbe il gruppo politico. Perché – a leggere le dichiarazioni del consigliere – Cabula si sarebbe distaccato nel suo operare amministrativo. Il partito, nel livello regionale, ha preso le difese dell’assessore. Sino a intimare a Coda a non utilizzare nome e simbolo di Sinistra Futura – nel mandato consiliare. Nello stesso tempo anche l’annuncio dell’arrivo nel gruppo della consigliera Irene Melis, dopo aver deciso di lasciare il Pd. Due azioni comunque per il momento senza esito. Coda ha respinto il tentativo di esclusione dal partito, facendosi forza sul fatto che sotto quella sigla ha avuto voti e mandato popolare. Da capogruppo, non defenestrato, ha inoltre detto “no” all’ingresso di Melis. Che per lui è come un Cavallo di Troia, per un nuovo assetto del gruppo consiliare, e in cui non avrebbe più spazio. In una parola un rompicapo, che potrebbe essere risolto solo con la volontà di tutti i protagonisti. Ma nessuno sembra intenzionato a pagare il relativo costo.

Irene Melis e Angelo Coda
C’è stato in proposito anche l’intervento del sindaco Emiliano Fenu, che ha invitato alla «prudenza nelle azioni». Sino ad arrivare a dire che certi comportamenti «non rendono giustizia al mandato elettorale e alle cose fatte dall’amministrazione».

Pierluigi Saiu e Bastianella Buffoni (foto S.Novellu)
L’opposizione di centro-destra, con SiAmo Nuoro (rappresentato da Pierluigi Saiu e Bastianella Buffoni), ha definito la vicenda «il livello più basso mai toccato dalla politica nuorese». Anche l’anima di sinistra, dei gruppi di opposizione, quella di Progetto per Nuoro, con Lisetta Bidoni, ha stigmatizzato i contrasti politici in maggioranza, visti come la conseguenza di «una coalizione che è esclusivamente un cartello-elettorale», ossia priva di amalgama e comune sentire politico. La mina vagante nel percorso dell’amministrazione è data dalla mancanza di serenità. Più e prim’ancora di un eventuale deficit nei numeri della maggioranza, che oggi sovrastano le opposizioni.

Emiliano Fenu e Alessandra Todde (foto S.Novellu)
A prescindere dalle vicende di Sinistra Futura. Certo il malessere potrebbe allargarsi. Una voce vorrebbe i Cinquestelle già alla porta, per chiedere una maggior rappresentanza in giunta. Ciò per via del sorpasso sul Pd, una volta che quest’ultimo perdesse la presenza di Melis. Il 27 marzo si riunirà il Consiglio. Le tensioni potrebbero manifestarsi proprio in quella sede.
