Il ritrovamento di un archivio di oltre diecimila immagini restituisce alla città di Nuoro lo sguardo e i volti immortalati dal grande ritrattista Goffredo Guiso. Un patrimonio fotografico che torna alla comunità grazie a un lavoro di recupero, studio e valorizzazione oggi al centro di una mostra e di una nuova riscoperta della memoria collettiva.
A Nuoro riemerge una parte importante della memoria fotografica della città. Il ritrovamento e la valorizzazione dell’archivio di Goffredo Guiso, grande ritrattista nuorese e figlio d’arte, riportano alla luce migliaia di immagini che raccontano volti, storie e frammenti di vita di un’intera comunità. Un patrimonio rimasto custodito per decenni nello storico studio fotografico e oggi finalmente restituito al pubblico attraverso una mostra ospitata da ieri, 14 marzo nei locali del Museo del Costume, all’Istituto Superiore Regionale Etnografico (APPROFONDISCI).

L’insegna dello studio Guiso
Circa diecimila immagini, tra lastre di vetro e pellicole, sono state digitalizzate e studiate per ricostruire il lavoro di uno dei maggiori protagonisti della fotografia nuorese del Novecento. Un archivio che racconta soprattutto volti e ritratti, ma che restituisce anche uno sguardo prezioso sui costumi, sulle relazioni e sulla vita sociale di un’epoca, mostrando la grande capacità di Guiso di lavorare con la luce.

Visitatori alla mostra di Goffredo Guiso
Alla base di questo lavoro di recupero e valorizzazione c’è anche una storia di attenzione e responsabilità verso la memoria della città. L’archivio è stato infatti conservato e poi messo a disposizione della collettività da Francesco Sparacino, attuale proprietario della casa che ospitava lo storico studio fotografico, che ha scelto di donare il fondo all’ISRE affinché potesse essere studiato, catalogato e reso accessibile.

Visitatori alla mostra di Goffredo Guiso
Nel video che segue proponiamo due interviste che accompagnano la mostra e il progetto di recupero dell’archivio: quella a Marco Navone, curatore dell’esposizione e protagonista del lavoro di studio e selezione delle immagini, e quella a Francesco Sparacino, che racconta come questo patrimonio sia stato ritrovato e perché ha deciso di restituirlo alla città. Due voci diverse che, insieme, contribuiscono a ricostruire la storia di un archivio fotografico straordinario e il valore culturale che oggi torna a condividersi con la comunità.
IL RACCONTO DELLA MOSTRA:
