Una amicizia, due pittori, una rivoluzione del colore: il MAN riscopre Ballero e Pellizza

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Una amicizia, due pittori, una rivoluzione del colore: il MAN riscopre Ballero e Pellizza

di Salvatore Novellu
venerdì 13 Marzo 2026 - 13:50
Una amicizia, due pittori, una rivoluzione del colore: il MAN riscopre Ballero e Pellizza

Autoritratti di Pellizza e di Ballero (foto S.Novellu)

Al museo MAN di Nuoro prende forma un progetto espositivo che ricostruisce, per la prima volta, il dialogo artistico e umano tra Giuseppe Pellizza da Volpedo e il pittore sardo Antonio Ballero. La mostra, curata da Chiara Gatti e coordinata da Rita Moro, con il contributo scientifico di Gabriella Belli e Antonello Cuccu, indaga il rapporto tra il maestro del divisionismo italiano e l’artista nuorese che, tra fine Ottocento e primo Novecento, contribuì a introdurre nell’isola le nuove ricerche sul colore e sulla luce. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione di Sardegna.
Al centro dell’esposizione non c’è soltanto il confronto tra opere, ma anche la ricostruzione di un legame intellettuale iniziato nel 1903 alla Biennale di Venezia e documentato da un carteggio datato tra il 1904 e il 1907. Attraverso queste lettere emerge la stima reciproca tra i due artisti e il ruolo determinante che l’incontro con Pellizza ebbe nella maturazione della ricerca pittorica di Ballero. L’artista sardo, infatti, seppe traghettare la pittura locale dalle ultime suggestioni realiste verso le sperimentazioni del divisionismo, contribuendo ad aprire la Sardegna alle nuove correnti artistiche che attraversavano l’Italia e l’Europa.

A.Ballero, L'appello serale, 1904 (foto S.Novellu)

A.Ballero, L’appello serale, 1904

Il percorso espositivo riunisce oltre trenta opere, tra cui dieci capolavori di Pellizza da Volpedo provenienti da importanti istituzioni italiane, come le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la GAM di Torino, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e la Pinacoteca del Divisionismo di Tortona. Accanto a queste, sono esposte opere di Antonio Ballero provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui il fondo conservato dallo stesso MAN di Nuoro, il Comune di Atzara, la Camera di Commercio di Nuoro e il Banco di Sardegna.


L’intervista a Chiara Gatti, direttrice del MAN

La mostra approfondisce anche la dimensione tecnica del divisionismo, fondata sulla separazione dei toni di colore sulla tela per ottenere una maggiore intensità luminosa. Un metodo che, nella riflessione di Pellizza, non rappresentava un semplice virtuosismo stilistico, ma uno strumento per rendere più efficace il linguaggio pittorico e aderente alla sensibilità moderna. Ballero accolse questa lezione adattandola al contesto sardo, dove la luce e il paesaggio diventano elementi centrali della sua ricerca. Da non dimenticare, a questo proposito, che i due erano accomunati dalla passione per la fotografia, ovvero l’arte di scrivere con la luce, che entrambi utilizzavano come taccuino visivo funzionale alla successiva elaborazione pittorica delle proprie opere, oltre che per la pittura.

“Il quarto Stato”, foto d’epoca con dedica a Ballero

Accanto all’indagine sulla natura e sulla luce, il percorso evidenzia un altro elemento che unisce i due artisti: l’attenzione per il mondo popolare. Nei loro dipinti compaiono contadini, lavoratori e figure segnate dalla fatica quotidiana, simboli di una realtà sociale spesso dura ma raccontata con profonda dignità. In questo senso, l’opera di Pellizza, culminata nel celebre Quarto Stato, rappresenta il manifesto di una pittura capace di interpretare le tensioni sociali del tempo.
Anche Ballero, immerso nella realtà nuorese di fine secolo, sviluppò una pittura attenta ai ritmi e alle contraddizioni della Sardegna, raccontando nei suoi cortili assolati e nei ritratti intensi il destino degli umili e la dimensione più autentica della vita isolana. Le sue opere dialogano così con quelle del maestro piemontese, dimostrando come la ricerca artistica potesse diventare uno strumento di riflessione sulla società.

Alcune fotografie d’epoca e lettere in mostra

A completare il percorso espositivo, materiali d’archivio, fotografie storiche e documenti originali permettono di ricostruire il contesto culturale in cui maturò questo scambio. Tra questi, il carteggio autografo tra i due artisti e immagini d’epoca legate alla storia del Quarto Stato, simbolo delle lotte sociali che segnarono l’Italia tra Ottocento e Novecento.
La mostra rappresenta così un’importante occasione per rileggere la storia dell’arte italiana da una prospettiva nuova, mettendo in luce il ruolo di Antonio Ballero come figura chiave nel collegare la Sardegna alle grandi correnti artistiche del suo tempo e nel trasmettere sull’isola l’eredità ideale di Pellizza da Volpedo.

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