I sedicenni “Sos edales de Antonia Mesina” rilanciano la memoria della Beata e ricevono l’invito ufficiale a Roma dal presidente nazionale dell’Azione Cattolica
ORGOSOLO – La giornata di domenica 8 marzo 2026 rimarrà impressa nella storia della comunità di Orgosolo e nel percorso verso la canonizzazione della Beata Antonia Mesina. Il paese ha accolto con un calore straordinario il presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, giunto in Sardegna per l’evento intitolato “Testimoni di santità, artefici di pace”. L’incontro, curato dal Centro Diocesano di Azione Cattolica, ha visto la partecipazione della presidente diocesana Giovanna Fancello e dell’assistente don Michele Casula, i quali hanno espresso profonda commozione nel ricevere la massima guida dell’associazione proprio nel luogo dove visse e testimoniò la sua fede la prima martire dell’AC.

Orgosolo, visita del presidente nazionale dell’Azione Cattolica Giuseppe Notarstefano
Negli spazi dell’Auditorium Comunale si sono riunite le sezioni provenienti da tutti i centri della diocesi nuorese per un confronto serrato e partecipe. Durante i lavori, i rappresentanti locali hanno offerto riflessioni sulla pace, evidenziando come questa non debba essere considerata un concetto astratto, bensì una pratica quotidiana da radicare nelle famiglie, nelle parrocchie e nei rapporti interpersonali. Il presidente Notarstefano, forte dei suoi recenti incontri con Papa Leone XIV e con il capo dello Stato Sergio Mattarella, ha incoraggiato i presenti parlando di una vera e propria fase di rifioritura per l’AC. Ha inoltre esortato i soci a seguire l’esempio di quanti, nella storia dell’associazione, hanno messo il proprio impegno al servizio del bene comune attraverso la politica, ricordando, con le parole di Papa Benedetto XVI, che la struttura stessa dell’Azione Cattolica poggia sulla testimonianza dei suoi santi e beati.
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Orgosolo, visita del presidente nazionale dell’Azione Cattolica Giuseppe Notarstefano
Un momento di particolare intensità è stato segnato dall’intervento del gruppo “Sos edales de Antonia Mesina”, i sedicenni della leva 2010, che hanno rivendicato con orgoglio il loro ruolo di custodi della memoria della Beata. I giovani hanno richiamato lo storico precedente della visita di Armida Barelli nel 1937, evento che diede un impulso decisivo alla causa di beatificazione, e hanno rilanciato con audacia il celebre motto della fondatrice: «Impossibile? Allora si farà!». Notarstefano, visibilmente colpito dalla determinazione dei ragazzi, ha manifestato un vivo interesse per lo sviluppo della Causa di Antonia Mesina e ha ufficialmente invitato a Roma una delegazione dei giovani e dei responsabili del progetto per approfondire le iniziative di divulgazione presso la sede nazionale.

Mons. Mura, Giovanna Fancello e Giuseppe Notarstefano
La celebrazione solenne presieduta dal vescovo di Nuoro, mons. Antonello Mura, nella chiesa del SS. Salvatore, ha rappresentato il cuore spirituale della manifestazione. monsignor Mura ha centrato l’omelia sulla bellezza del sacrificio di Antonia, definendola una luce capace di salvare e di illuminare i volti delle comunità cristiane, spesso troppo spenti. Nel pomeriggio, la visita si è spostata nei luoghi simbolo della vita della Beata, dalla cripta alla casa natale, fino a raggiungere il sito del martirio. Proprio in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, Notarstefano ha voluto rendere omaggio ad Antonia come figura di straordinaria attualità, capace di vivere una vita piena e coerente fino all’estremo sacrificio. Rivolgendosi infine ai giovani, li ha esortati a far risplendere i propri talenti per trasformare il mondo attraverso l’energia dell’amore, chiudendo così una giornata che segna un passaggio storico per l’AC sarda e per il cammino di santità della giovane orgolese.
