Non solo corsa, ma preghiera: il caso “Sa Vardia” davanti ai giudici: il 19 maggio nuova udienza

Salvatore

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Non solo corsa, ma preghiera: il caso “Sa Vardia” davanti ai giudici: il 19 maggio nuova udienza

venerdì 13 Marzo 2026 - 10:30
Non solo corsa, ma preghiera: il caso “Sa Vardia” davanti ai giudici: il 19 maggio nuova udienza

Una vecchia Vardia a Orgosolo

NUORO – La tradizione, la fede e l’identità di Orgosolo sono entrate nell’aula del tribunale di Nuoro attraverso le testimonianze di chi rappresenta la guida civile e spirituale della comunità. Nel processo relativo all’edizione 2022 di “Sa Vardia”, la manifestazione equestre svoltasi durante la festa patronale dei Santi Pietro e Paolo, la difesa ha chiamato a deporre l’ex sindaco Dionigi Deledda e l’ex parroco don Antonello Corrias.

L’ACCUSA E GLI IMPUTATI – Secondo l’impianto accusatorio, gli otto cavalieri a processo avrebbero infranto l’articolo 122 del regio decreto del 1940, partecipando a uno spettacolo non autorizzato e compiendo esercizi pericolosi senza i necessari sistemi di sicurezza per il pubblico. Gli imputati chiamati a rispondere dei fatti sono Enrico Buffa, Vincenzo Corrias, Francesco Cossu, Pietro Gesuino Cubeddu, Marco Filindeu, Emiliano Monni, Andrea Muggianu e Graziano Rubanu.

Gli avvocati Margherita Baragliu e Antonello Cao

TESTIMONIANZE ECCELLENTI – Per smontare le tesi della Procura, il collegio difensivo — composto dagli avvocati Margherita Baragliu, Antonello Cao, Antonio Falchi, Mario Silvestro Pittalis e Michele Mannironi — ha puntato sul valore antropologico e religioso dell’evento. L’ex sindaco Deledda ha definito la corsa un appuntamento plurisecolare, ricordando come per decenni la gestione della sicurezza sia stata affidata alla collaborazione tra volontari e polizia locale.

Il sindaco di Orgosolo Dionigi Deledda (foto S.Novellu)

Il sindaco di Orgosolo Dionigi Deledda (foto S.Novellu)

UN VOTO RELIGIOSO – Particolarmente toccante la deposizione di don Antonello Corrias, parroco del paese dal 2007 al 2017. Il sacerdote ha ribadito che “Sa Vardia” non è un semplice spettacolo, ma un gesto di devozione: per molti cavalieri, cavalcare rappresenta un voto per una grazia ricevuta, come la guarigione da una malattia o la nascita di un figlio. Una preghiera pubblica che, per la comunità orgolese, trascende la dimensione puramente ludica per farsi identità.

PROSSIME TAPPE – Il confronto tra le norme del codice e la consuetudine storica del territorio riprenderà il prossimo 19 maggio. In quella data è fissata la discussione del pubblico ministero e dei difensori, che porterà il procedimento verso le battute finali.

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