NUORO – Non si placa la tempesta all’interno del Campo largo nuorese. Dopo gli attacchi delle opposizioni sulla paralisi della città, un nuovo caso scoppiain Sinistra Futura. Il capogruppo Angelo Coda alza barricate invalicabili contro quello che definisce un «goffo tentativo di scalata» ai vertici del gruppo consiliare, denunciando manovre di palazzo che mirerebbero a esautorarlo.
L’ACCUSA AI TRASFORMISTI – Con un linguaggio durissimo, Coda respinge il tentativo di cambio della guardia alla guida del gruppo, parlando di un atto compiuto facendo leva su «transfughi trasformisti» e in aperta violazione del Regolamento del Consiglio. «Un atto grave e disgustoso», rincara il capogruppo, che vede in questa manovra un tentativo di aggirare e svuotare il verdetto popolare espresso dalle urne meno di un anno fa.
AUTONOMIA CONTRO INGERENZE – Il cuore della replica di Coda è la difesa dell’autonomia nuorese rispetto alle dinamiche dei partiti regionali. «Decidiamo a Nuoro come comportarci, non siamo burattini», afferma con fermezza, richiamando i principi costituzionali sull’assenza del vincolo di mandato. Per l’esponente di Sinistra Futura, il ruolo dei partiti non può trasformarsi in un’ingerenza arrogante che piega la libertà dei consiglieri eletti alle convenienze politiche del momento.
IL VOTO DEI CITTADINI – Il messaggio ai vertici della coalizione, impegnata in queste ore anche nel rimpasto della Giunta Todde a Cagliari, è chiaro: il mandato ricevuto dagli elettori nuoresi non è merce di scambio. Mentre la politica regionale si muove verso nuovi equilibri con l’imminente staffetta tra Mariaelena Motzo e Sebastian Cocco, a Nuoro lo scontro si sposta sul rispetto della dignità delle assemblee elettive. «Il voto dei nuoresi si rispetta — conclude Coda — senza se e senza ma».
