Violenza sessuale e consenso. Arestəs: “No al passo indietro sui diritti”

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Violenza sessuale e consenso. Arestəs: “No al passo indietro sui diritti”

di Salvatore Novellu
mercoledì 11 Marzo 2026 - 09:32
Violenza sessuale e consenso. Arestəs: “No al passo indietro sui diritti”

Presidio di Arestəs in Consiglio Regionale

Il 9 marzo il coordinamento femminista e transfemminista Arestəs ha promosso a Cagliari un sit-in davanti al palazzo del Consiglio regionale della Sardegna con l’obiettivo di aprire uno spazio pubblico di informazione e confronto sul disegno di legge di modifica dell’articolo 609 bis del codice penale, noto nel dibattito pubblico come DDL Bongiorno o DDL stupri. L’iniziativa, costruita dai Centri Antiviolenza Liberas e Onda Rosa insieme ai collettivi Istravanadas e Strasura, ha inteso sollecitare un’assunzione di responsabilità dalla politica regionale su un provvedimento che rischia di produrre un arretramento culturale e giuridico nel modo in cui viene affrontata la violenza sessuale. Durante la mobilitazione, le operatrici dei centri antiviolenza, le attiviste e le donne che attraversano questi luoghi hanno reso accessibili i contenuti del disegno di legge, condividendo una lettura critica delle sue possibili conseguenze.
Al centro della manifestazione è stata ribadita la centralità del consenso come principio politico e giuridico fondamentale, costruito negli anni attraverso le lotte del movimento femminista e il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza. È emersa una preoccupazione diffusa per una normativa che, in senso regressivo, potrebbe riaprire spazi di giudizio sulla condotta delle donne, sul loro comportamento e sulla prova della loro opposizione, con effetti concreti nei percorsi di denuncia e nei processi penali. Il presidio ha ottenuto un primo risultato sul piano dell’interlocuzione istituzionale quando una delegazione del coordinamento è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini. Il presidente ha espresso forte preoccupazione per il significato culturale e politico della proposta di legge, condividendo la valutazione che essa rappresenti un possibile arretramento nella tutela dell’autodeterminazione delle donne.
Durante l’incontro, Comandini ha chiesto al coordinamento di predisporre un documento politico da sottoporre alla Regione Sardegna, con l’obiettivo di portare la questione all’attenzione del Consiglio regionale e valutarne l’inserimento all’ordine del giorno dell’assemblea. Parallelamente, la giornata ha visto un confronto con il senatore Marco Meloni, presente a Cagliari, che ha manifestato la propria solidarietà al lavoro politico e sociale di Arestəs e l’impegno a seguire la questione a livello parlamentare. Nel corso del colloquio è stata avanzata la proposta di organizzare un’audizione del coordinamento alla presenza di una avvocata componente della Commissione Giustizia. Anche la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde si è unita idealmente alla mobilitazione attraverso una presa di posizione pubblica, ribadendo con chiarezza il principio per cui senza consenso è violenza.

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