“La vite ritrovata”: a Nuoro un viaggio alle origini del vino sardo

Salvatore

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“La vite ritrovata”: a Nuoro un viaggio alle origini del vino sardo

martedì 10 Marzo 2026 - 10:02
“La vite ritrovata”: a Nuoro un viaggio alle origini del vino sardo

Nuoro si prepara a ospitare un nuovo appuntamento dei Martedì Letterari, previsto per il 10 marzo alle ore 18 presso la sala del Bar Cambosu 1921 in piazza Vittorio Emanuele. L’incontro metterà al centro del dibattito l’antica origine della vite e del vino in Sardegna, analizzando le testimonianze e i risultati dell’archeobotanica che sembrano confermare una tesi di grande rilievo storico: la presenza della civiltà umana nell’isola sarebbe autoctona e andrebbe retrodatata rispetto alla narrazione corrente. Oltre alle evidenze scientifiche, la discussione trarrà forza dalla grande letteratura sarda, citando autori del calibro di Salvatore Satta, Grazia Deledda e Sebastiano Satta, le cui opere testimoniano quanto i ritmi della viticoltura abbiano profondamente permeato la vita sociale e familiare dell’antica terra di Sardegna.

Il fulcro della serata sarà la presentazione del volume intitolato La vite ritrovata, curato da Tonino Arcadu, titolare della nota cantina di Oliena e raffinato ricercatore. L’autore dialogherà con Angelo Altea per illustrare i contenuti di un’opera che, come sottolineato dallo stesso Arcadu nella prefazione, nasce con l’intento di fornire informazioni e narrazioni capaci di creare una rinnovata consapevolezza delle proprie radici, elemento fondamentale per alimentare la fiducia e l’autostima di una comunità. Il libro si avvale del prezioso contributo di numerosi studiosi, tra cui Cinzia Loi, Gianni Lovicu, Giangiacomo Ortu e Mauro Perra per la ricostruzione storica, insieme a una vasta rete di esperti che hanno curato le dettagliate schede territoriali dei vini: Angelo Angioi, Arcados di Sant’Imbenia, Simona Axana, Antonio Arcadu, Antonio Berrita, Tommaso Boi, Francesca Cabras, Gian Luigi Deiana, Nino Deiosso, Rita Fois, Luciano Ledda Fele, Nanni Marras, Fausto Maxia, Quirico Mura, Roberto Pusole, Giovanni Antonio Sechi, Rossano Sgarangella, Gianmario Tosi, Antonella Usai e Stefano Zinzula. L’iniziativa, che promette di offrire uno sguardo inedito sulle radici profonde dell’isola, è realizzata con il contributo della Fondazione di Sardegna.

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