La città di Fertilia ha celebrato il suo novantesimo anniversario con un fine settimana ricco di appuntamenti istituzionali che hanno rinsaldato lo storico legame tra la Sardegna e l’Emilia-Romagna. Nata nel 1936 dall’incontro tra i coloni provenienti da Ferrara e dal Polesine, impegnati nelle opere di bonifica, e le comunità locali sarde e catalane di Alghero, la città di fondazione rappresenta oggi un esempio virtuoso di integrazione e memoria condivisa. L’assessore Matteo Fornasini, presente alle celebrazioni in rappresentanza della città estense e portando i saluti del sindaco Alan Fabbri, ha sottolineato come questo anniversario sia la dimostrazione di uno scambio culturale e identitario ancora estremamente vivo, fondato sul valore del lavoro e sulle esperienze comuni che appartengono profondamente al territorio ferrarese.
Il programma, promosso dal comune di Alghero e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale, si è aperto sabato 7 marzo presso il teatro civico di Alghero con l’esecuzione dell’inno nazionale curata dal maestro Domenico Balzani e l’esibizione del coro Baratz. Uno dei momenti più significativi della serata è stato il conferimento del titolo di ambasciatrici della comunità a sei donne che hanno segnato la storia di Fertilia: Marisa Brugna, Norma Gnani, Maria Dolores Silanos, Maria Del Caro, Isetta Squizzato e Francesca Marras. Durante l’evento, all’assessore Fornasini è stato consegnato un riconoscimento che il comune di Fertilia ha dedicato alle città di fondazione e alle città amiche, tra cui figurano anche Tresigallo, Arborea, Trieste e Gorizia.
I festeggiamenti sono proseguiti domenica 8 marzo con l’inaugurazione di una stele commemorativa presso l’ex cineteatro di Fertilia, situato sul lungomare Rovigno. L’opera rappresenta un segno permanente dedicato ai nove decenni di vita della città, dalle sue radici legate alla bonifica fino alla realtà dinamica attuale. Nelle parole conclusive dell’assessore Fornasini, la ricorrenza non è stata solo una celebrazione storica, ma un momento di riflessione collettiva necessario per mantenere viva la memoria e valorizzare le persone che hanno costruito l’identità di questa terra, guardando al futuro con la consapevolezza di un legame che continua a unire comunità geograficamente distanti ma profondamente vicine nei valori.
