“L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo“. Il celebre aforisma di Sofocle sintetizza bene la vita e il pensiero di Maddalena Carta, medica di famiglia di Dorgali il cui grande cuore ha smesso di battere a soli 37 anni nel pomeriggio del 25 settembre 2025, stanco dalla faticosa routine quotidiana. Maddalena sognava fin da bambina di curare gli ammalati e non seguiva soltanto i suoi 1800 pazienti, ma si prodigava per bambine e bambini e per quelle persone che non avevano il medico di famiglia. “Un esempio cui tutte e tutti dobbiamo guardare con umiltà“, hanno sottolineato Maria Grazia Caligaris, presidente di Associazione socialismo diritti riforme, e Silvia Trois, presidente di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), che, in occasione della Giornata internazionale della donna, hanno scelto di assegnarle il Premio Solidarietà Donna 2026.

L’intervento di Silvia Trois
Il riconoscimento, giunto alla sua quattordicesima edizione, è stato consegnato ieri pomeriggio, venerdì 6 marzo, a Cagliari nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta, 2, in un clima di profonda commozione, a Gianmaria, fratello di Maddalena e a lei molto legato. In sala erano presenti diversi concittadini della dottoressa, alcune sue colleghe e l’intera Giunta comunale di Dorgali. Durante la cerimonia hanno preso la parola la presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Nuoro, Maria Maddalena Giobbe, la sindaca di Dorgali, Angela Testone e il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini. Gli interventi sono stati intervallati dalle musiche e dal canto del Trio Trabacal & Sound Bass, che ha proposto brani di Fabio Concato e la celebre My way di Frank Sinatra.

Premio Solidarieta’ Donna 2026 a Maddalena Carta
“Maddalena se n’è andata lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e nell’intera comunità di Dorgali – ha detto la presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Nuoro, Maria Maddalena Giobbe -. La sua storia è esemplare, perché ha sacrificato la sua salute per il benessere altrui, per una professione oggi spesso oggetto di aggressione verbale e fisica”. “La sua morte è una ferita aperta per i familiari e per tutti coloro che l’hanno conosciuta. Viviamo in tempi in cui si registra una frattura fra la cultura dell’io dominante e la cultura del noi che si sta rarefacendo, e che ci fanno porre una domanda: ‘Fino a che punto è giusto donarsi per i bisogni altrui, qual è il limite? La tragedia di Maddalena mi ricorda quella di Antigone”. Queste le parole della sindaca del paese barbaricino, Angela Testone. “Maddalena è qui con noi che ci guarda e ci sorride – ha dichiarato Piero Comandini -, ma ci dà anche un monito: che il suo sacrificio non sia sprecato e ci spinga a impegnarci, noi politici in primis, a migliorare la situazione della sanità in Sardegna”.

Gianmaria Carta, con Silvia Trois e Maria Grazia Calligaris
Il momento più emozionante della cerimonia è stato quello delle testimonianze. “Abbiamo fatto il percorso di studi all’Università con Maddalena – hanno raccontato le colleghe e dottoresse Maria Grazia Ibba e Silvia Cianfarra – e anche dopo la laurea ci ha sempre invitato a Dorgali e abbiamo passato del tempo assieme a lei. Anche noi siamo medici e ci siamo confrontate tante volte. Lei era dedita al suo lavoro e una persona generosa e disponibile con tutti. Sicuramente era provata da questa situazione ma non ha mai dato colpe ai pazienti. Desideriamo ringraziarla anche per esserci stata vicina nei momenti di sconforto personale. La porteremo sempre con noi”.
“Questo premio riempie di felicità me e i miei genitori, che non sono potuti venire – afferma commosso l’amato fratello Gianmaria -. La speranza è che non resti soltanto il ricordo di Maddalena, ma che il suo caso porti ad una svolta della sanità italiana in generale. Soprattutto i medici di base stanno affrontando ritmi di lavoro incessanti e insostenibili. Mi auguro che la sua morte non sia stata vana, che arrivi una svolta nella sanità e che lei sia un esempio per i tanti giovani che stanno affrontando la vita lavorativa e lo studio”. A fine cerimonia Silvia Trois e Maria Grazia Caligaris gli hanno consegnato, tra gli applausi sinceri della platea, la targa del premio con un mazzo di fiori. Maddalena Carta succede nell’albo d’oro a Maria Fois, la signora dei tulipani, cui è stato assegnato nel 2025.
