Accordo Regione-sindacati: 2mila euro al mese ai medici che scelgono le zone disagiate

Salvatore

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Accordo Regione-sindacati: 2mila euro al mese ai medici che scelgono le zone disagiate

sabato 07 Marzo 2026 - 09:04
Accordo Regione-sindacati: 2mila euro al mese ai medici che scelgono le zone disagiate

Siglato un accordo fondamentale per il futuro dell’assistenza territoriale in Sardegna. La presidente della Regione, Alessandra Todde, che ricopre attualmente anche l’incarico di assessora della Sanità ad interim, ha firmato insieme alle sigle sindacali dei medici di medicina generale un documento attuativo che introduce un’indennità economica aggiuntiva per i professionisti pronti a operare nelle sedi disagiate o caratterizzate da una grave carenza di personale. La misura, che trova le sue radici nell’accordo regionale AIR-MMG siglato nell’ottobre del 2025, prevede un incentivo mensile di duemila euro per circa cento sedi identificate come critiche, con una validità prevista per i prossimi due anni.
Questo intervento non si limita a un sostegno economico isolato, ma si inserisce in un progetto di più ampio respiro che mira a ridurre drasticamente la pressione sui Pronto Soccorso, specialmente per quanto riguarda la gestione dei codici minori. La strategia regionale punta infatti sull’infrastrutturazione graduale delle Aft e delle Case di Comunità, che dovranno diventare i veri punti di riferimento per la salute dei cittadini nei territori. Secondo quanto dichiarato dalla presidente Todde a margine della firma, l’obiettivo è costruire una risposta omogenea e capillare attraverso l’implementazione di dotazioni tecnologiche avanzate, prima fra tutte la telemedicina, e la definizione di carte dei servizi uniformi che possano finalmente garantire quel tessuto connettivo sanitario ancora carente in molte zone dell’isola.
L’impegno della Regione sarà affiancato da ulteriori iniziative promosse dagli enti locali, con i sindaci pronti a istituire incentivi specifici per le proprie comunità al fine di rendere queste destinazioni sempre più competitive e attrattive per i medici di famiglia. Nonostante la governatrice abbia sottolineato come il percorso verso una piena efficienza del sistema sia ancora lungo, la firma di oggi segna un passo decisivo verso il superamento di un isolamento sanitario che penalizza da troppo tempo i residenti dei piccoli centri. La collaborazione tra istituzioni, medici e amministrazioni locali appare dunque come la chiave di volta per assicurare un diritto alla salute equo e moderno in tutta la Sardegna.

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