L’intervento, eseguito sul concio v della struttura, ha permesso di chiudere lo scarico e di riprendere le manovre di invaso in piena sicurezza, garantendo una gestione più efficiente della risorsa idrica proprio alla vigilia della stagione irrigua. L’assessore dei lavori pubblici Antonio Piu, che ha monitorato costantemente l’evoluzione dei lavori, ha evidenziato come questo traguardo rappresenti un passo significativo verso una maggiore solidità del sistema regionale di fronte alle sfide poste dai cambiamenti climatici.
La fase appena conclusa ha richiesto una complessa serie di attività tecniche, tra cui la demolizione parziale del concio e la rimozione di paratoie e galleggianti ormai malfunzionanti, seguite dalla ricostruzione del profilo in calcestruzzo armato. Grazie a queste opere, la quota di invaso raggiungibile è stata innalzata a 41,50 metri sul livello del mare, permettendo di trattenere circa 20,7 milioni di metri cubi d’acqua. Le prossime tappe del progetto prevedono il sovralzo dei conci centrali e la creazione di un impalcato lungo tutto il coronamento della diga. Una volta completata l’opera, la quota di progetto salirà a 44,80 metri, portando la capacità complessiva a oltre 32 milioni di metri cubi, con un incremento netto di oltre sette milioni rispetto al passato.
L’attenzione dell’assessorato resta alta sul tema dell’approvvigionamento idrico, considerato un pilastro fondamentale per l’economia e la sicurezza del territorio. Nonostante le abbondanti piogge dell’ultimo periodo abbiano dato respiro ai bacini sardi, l’assessore Piu ha ribadito che solo attraverso interventi strutturali e razionali è possibile contrastare l’alternanza tra stagioni estremamente piovose e periodi di forte siccità. Il potenziamento della diga Maccheronis si inserisce in una visione strategica più ampia che mira a rinforzare l’intera rete infrastrutturale della Sardegna, offrendo una prospettiva di maggiore ottimismo per il futuro agricolo e civile dell’isola.
