In un clima di estrema tensione internazionale segnato dall’inasprimento degli scontri tra le forze israeliane e le milizie di Hezbollah, la Brigata Sassari ha assunto ufficialmente il comando dell’operazione Leonte nel sud del Libano. Il passaggio di consegne, avvenuto nella base di Shama, sancisce l’inizio del quarto mandato per i militari sardi in questo delicato quadrante mediorientale, dove i reparti della Sassari subentrano alla Brigata alpina TAURINENSE alla guida del settore ovest della missione UNIFIL. Al comando dell’intero contingente multinazionale si è insediato il generale Andrea Fraticelli, il quale coordinerà l’azione di circa 2.800 caschi blu provenienti da diverse nazioni, tra cui un contingente italiano composto da mille unità.
L’impegno dei militari italiani, e in particolare dei circa 500 soldati appartenenti ai reggimenti della Brigata Sassari, si inserisce in uno scenario di crisi operativa senza precedenti negli ultimi anni. Il contingente dei Dimonios è composto da assetti chiave quali il comando Brigata, il 152° reggimento fanteria Sassari, il reggimento logistico Sassari, il 5° reggimento genio guastatori e il 45° reparto comando e supporti tattici REGGIO. Il loro compito primario resta la vigilanza sul rispetto della Risoluzione 1701 dell’ONU lungo la cosiddetta Blue line, ovvero la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele, operando in un territorio dove l’esercito israeliano ha recentemente intimato l’evacuazione immediata di numerosi villaggi e località situate nell’area meridionale del paese.
La situazione sul campo è resa ancora più complessa dai continui scambi di missili e dai raid che hanno spinto il comando di UNIFIL a disporre l’evacuazione del personale civile e non essenziale dalle proprie posizioni nel sud del Libano. Nonostante l’escalation militare e gli ordini di sgombero che interessano decine di centri abitati non lontani dalle basi dei caschi blu, la forza di pace prosegue la propria missione di monitoraggio e supporto alla popolazione locale. L’avvicendamento tra la TAURINENSE e la Sassari avviene dunque in un momento di, con le truppe italiane chiamate a garantire la stabilità internazionale in un’area dove il rischio di un allargamento del conflitto via terra appare sempre più concreto.
