Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, interviene con fermezza sulla gestione del carcere di Badu ’e Carros, respingendo le polemiche sollevate nelle ultime settimane. Durante la sua visita alla casa di reclusione di Alghero, l’esponente di Fratelli d’Italia ha voluto fare chiarezza sui numeri e sulla natura del regime detentivo speciale in Sardegna, definendo le accuse circolate come «menzogne colossali».
I DATI SUL TRASFERIMENTO E LA CAPIENZA – Delmastro ha fornito cifre precise per ridimensionare l’allarme sociale legato alla presenza di boss della criminalità organizzata nel capoluogo barbaricino. «Abbiamo portato via da Nuoro 125 detenuti in regime di Alta Sicurezza sui 201 presenti, anche loro mafiosi», ha spiegato il sottosegretario, sottolineando l’opera di alleggerimento della struttura. Per quanto riguarda il regime di carcere duro, la soglia massima è stata fissata chiaramente: «Se anche si dovesse raggiungere la capienza massima di detenuti al 41 bis, ne arriverebbero al massimo 67».
SICUREZZA E INFILTRAZIONI – Secondo il rappresentante del Ministero della Giustizia, il vero pericolo per l’Isola non è rappresentato da chi è sottoposto al regime speciale, bensì dai detenuti in Alta Sicurezza che hanno maggiori margini di manovra. «Chi è al 41 bis non si infiltra», ha ribadito Delmastro, sostenendo che l’isolamento totale garantito da questo sistema impedisca la nascita di nuovi fenomeni mafiosi sul territorio sardo.
LO SCONTRO CON LA REGIONE – L’intervento non ha risparmiato toni duri nei confronti della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. Secondo Delmastro, il dibattito sollevato dalla Giunta regionale sarebbe un tentativo di distrazione dai problemi interni: «L’allarmismo sul 41 bis serve a coprire le catastrofi della sanità e il pericolo di una eventuale decadenza». Con queste parole, il sottosegretario ha blindato la scelta del Governo, confermando la linea della fermezza nella gestione carceraria.
Carceri e 41 bis: la rivolta della Sardegna contro le scelte calate dall’alto
