Guerra in Iran. Ucciso Alayatollah Khameney nell’operazione “Epic Fury” – ecco cosa sta succedendo-

Salvatore

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Guerra in Iran. Ucciso Alayatollah Khameney nell’operazione “Epic Fury” – ecco cosa sta succedendo-

domenica 01 Marzo 2026 - 09:41
Guerra in Iran. Ucciso Alayatollah Khameney nell’operazione “Epic Fury” – ecco cosa sta succedendo-

Donald Trump, ayatollah Ali Khamenei, (Agenzia Nova)

Il Medio Oriente è precipitato in una fase di conflitto senza precedenti a seguito dell’operazione militare “Epic Fury”, condotta congiuntamente dalle forze degli Stati Uniti e di Israele. L’evento centrale dell’offensiva è la morte della Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, confermata sia dal presidente statunitense Donald Trump che dalle agenzie di stampa iraniane Tasnim e Fars, nonostante iniziali smentite da parte di esponenti conservatori di Teheran. Nell’attacco avrebbero perso la vita anche la figlia, la nipote e il genero della Guida Suprema.

L’OFFENSIVA MILITARE E LE REAZIONI INTERNAZIONALI – Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno annunciato di aver colpito oltre 30 obiettivi strategici nell’Iran occidentale e centrale, inclusi sistemi di difesa aerea, centri di comando militare e rampe di lancio per missili balistici. Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha descritto l’azione come “l’operazione aerea più letale e complessa della storia”, sottolineando l’obiettivo di smantellare definitivamente le capacità nucleari e missilistiche del regime.

Il presidente Donald Trump, intervenendo sulla piattaforma Truth Social e in interviste radiotelevisive, ha definito la scomparsa di Khamenei come la “più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese”, pur lasciando aperta la porta a una futura soluzione diplomatica che, a suo dire, sarebbe ora “molto più facile” da raggiungere.

LA RITORSIONE DI TEHERAN E IL COINVOLGIMENTO REGIONALE –  La risposta dell’Iran non si è fatta attendere. Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) ha promesso un’offensiva “devastante” contro Israele e le basi statunitensi. Nelle ultime ore, piogge di missili balistici hanno raggiunto l’area di Tel Aviv, causando feriti, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver intercettato la quasi totalità di 137 missili e 209 droni lanciati verso il proprio territorio, con danni minori registrati all’aeroporto internazionale di Dubai.

DIPLOMAZIA E VOCI DI DISSENSO –  Mentre l’ambasciatore iraniano all’ONU, Amir Saeid Iravani, accusa gli USA e Israele di crimini contro l’umanità per il coinvolgimento di infrastrutture civili, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha giustificato l’azione come una necessità per fermare una “minaccia esistenziale”. Nel frattempo, Reza Pahlavi, erede dell’ultimo scià, ha dichiarato prossima “l’ora della liberazione”, esortando le forze militari iraniane ad abbandonare il regime e unirsi alla popolazione per una transizione democratica. La situazione resta in estrema evoluzione, con il Pentagono che ha confermato il proseguimento dei raid per tutta la settimana o finché gli obiettivi strategici non saranno pienamente raggiunti.

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