55 mesi dall’incendio nel Montiferru: 40 milioni di euro mai arrivati alle aziende

Salvatore

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55 mesi dall’incendio nel Montiferru: 40 milioni di euro mai arrivati alle aziende

domenica 01 Marzo 2026 - 04:45
55 mesi dall’incendio nel Montiferru: 40 milioni di euro mai arrivati alle aziende

Scano Montiferro, i danni dell'incendio (foto S.Novellu)

A distanza di 1.680 giorni dal drammatico luglio 2021, le ferite inferte dal fuoco al Montiferru e alla Planargia continuano a bruciare, non più tra le fronde dei boschi ma nei bilanci delle aziende agricole sarde. Coldiretti Oristano ha rotto il silenzio su una ricostruzione che, per la stragrande maggioranza dei protagonisti, non è mai partita, denunciando come oltre 40 milioni di euro di danni restino ancora privi di copertura. Quella che fu l’ondata di fuoco più violenta nella storia moderna della provincia ha lasciato dietro di sé un deserto economico che colpisce centinaia di famiglie, ancora in attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni dopo 55 mesi di promesse inevase.

Incendio a Scano Montiferro (foto S.Novellu

Incendio a Cuglieri (foto S.Novellu

Il quadro delineato dal presidente provinciale Paolo Corrias e dal direttore Emanuele Spanò, affiancati dai rappresentanti dei territori colpiti, è quello di un’esclusione di massa: ad oggi, solo il 10% delle domande presentate è stato ritenuto finanziabile, lasciando il restante 90% delle imprese agricole in un limbo senza via d’uscita.

La gravità della situazione emerge dai numeri di un disastro che ha visto coinvolti dieci comuni, con punte drammatiche a Sennariolo, dove il 94% della superficie è andato distrutto, e a Cuglieri, colpita per il 39% del suo territorio. Oltre alla perdita di animali, strutture e mezzi, il settore ha subito il crollo delle produzioni alimentari, con ripercussioni profonde sull’intera filiera sociale ed economica locale.

Incendio a Scano Montiferro (foto S.Novellu

Incendio a Sennariolo (foto S.Novellu

Secondo i vertici dell’associazione, la sottomisura 5.2 del PSR, che avrebbe dovuto garantire il ripristino del potenziale produttivo, si è rivelata un paradosso burocratico. Molte realtà, già indebolite dalla catastrofe, sono risultate prive dei requisiti economici necessari per accedere ai bandi, trasformando il sostegno in una beffa per chi ha perso tutto. La richiesta di Coldiretti è chiara: è fondamentale reperire ulteriori risorse per lo scorrimento della graduatoria 2024 o, in alternativa, attivare strumenti dedicati che permettano la sopravvivenza di chi ha dovuto attingere ai risparmi privati per non chiudere i battenti. Senza un intervento immediato, il rischio è la perdita definitiva di competitività e il progressivo abbandono delle campagne da parte di chi non ha più la forza finanziaria per investire nel futuro.

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