Il ministro della giustizia Carlo Nordio, intervenendo nell’aula del Senato per rispondere a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, ha respinto con fermezza le accuse di un’imposizione calata dall’alto riguardo al trasferimento di 92 detenuti in regime di 41 bis in Sardegna. Secondo il Guardasigilli, il processo decisionale che interessa la casa circondariale di Badu ‘e Carros non è frutto di una scelta estemporanea, ma l’esito di un percorso documentato che vede il coinvolgimento della Regione Autonoma della Sardegna sin dal 2011. Nordio ha precisato che le comunicazioni del DAP verso l’amministrazione regionale risalgono al 2014 e che l’adeguamento strutturale delle sezioni di massima sicurezza a Nuoro, così come a Sassari e Uta, era noto e pianificato da oltre un decennio.
Contrariamente alle preoccupazioni sollevate dalla presidente Alessandra Todde, che alla vigilia di una manifestazione di piazza ha parlato di una “servitù carceraria” pericolosa per il tessuto sociale sardo, il ministro ha sostenuto che il nuovo assetto migliorerà i parametri di sicurezza e la gestione dei servizi. Il piano prevede infatti una drastica riduzione delle presenze complessive nel carcere di Nuoro, che passerà dagli attuali 378 posti a soli 110. Questo decongestionamento, nelle intenzioni del ministero, non solo alleggerirà la pressione sulle strutture sanitarie dell’isola — che attualmente ospitano 2448 detenuti a fronte di una capienza che ne prevedrebbe 135 in più — ma garantirà un controllo più efficace ed efficiente della popolazione carceraria.
Nordio ha inoltre smentito il rischio di infiltrazioni mafiose legato alla presenza dei boss, sottolineando che nelle carceri sarde non sono presenti sezioni dedicate ai collaboratori di giustizia né ai loro familiari, elemento che storicamente funge da veicolo per legami con il territorio. La trasformazione di Badu ‘e Carros in un polo d’eccellenza per il 41 bis viene dunque presentata come una misura di razionalizzazione che, diminuendo il numero totale dei reclusi in via badu ‘e carros, punta a stabilizzare il sistema penitenziario regionale senza intaccare la serenità dei cittadini nuoresi, rigettando l’idea di una decisione assunta senza una leale interlocuzione istituzionale.
