Ai confini dell’essere: la poesia di Maria Giuliana Campanelli conquista Nuoro

Franceschino Nieddu

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Ai confini dell’essere: la poesia di Maria Giuliana Campanelli conquista Nuoro

venerdì 27 Febbraio 2026 - 16:48
Ai confini dell’essere: la poesia di Maria Giuliana Campanelli conquista Nuoro

Presentazione del libro di Aspasia (f. F. Nieddu)

UN ALFABETO CIVILE TRA STORIA E ATTUALITÀ –  Antonio Rojch ha descritto le liriche della Campanelli come un vero e proprio “alfabeto musicale”, capace di denunciare con forza le contraddizioni tra bene e male. Nel corso dell’analisi, Rojch ha sottolineato come il testo non si limiti alla dimensione estetica, ma affronti ferite aperte della contemporaneità: dai continui riferimenti ai femminicidi in Italia fino alla tragedia umanitaria di Gaza, descritta attraverso la fragilità umana di migliaia di bambini scomparsi sotto le macerie. Per l’autrice, la ricerca di Dio e della verità passa inevitabilmente attraverso queste stragi di innocenti, dove ella scorge la figura di Cristo.

L’ESTETICA DEL SEGNO E IL MITO DI ASPASIA  – L’opera si avvale del prezioso contributo artistico di Mario Adolfi, bosano di nascita ma nuorese d’adozione, che ha curato i disegni e la copertina. Adolfi ha spiegato come ogni illustrazione sia nata da un confronto intenso con la poetessa, traducendo in segni grafici un’opera definita autobiografica e intimista. Al centro del volume svetta la figura di Aspasia, donna vissuta tra il 470 e il 400 a.C., descritta dall’autrice come una “femminista ante litteram”. Giuliana Campanelli ha rievocato l’arguzia e l’intelligenza di questa figura storica capace di dominare l’Agorà greca, tracciando un parallelismo con le donne di oggi che ancora lottano contro la volontà di prevaricazione maschile.

FILOSOFIA E RICERCA DELL’ASSOLUTO  – Il dibattito ha toccato vertici filosofici attraverso il confronto tra amore e morte, sofferenza e ricerca dell’assoluto. L’autrice ha ribadito la necessità di non abituarsi alla morte come consuetudine, riferendosi con amarezza alla normalizzazione del conflitto in Medio Oriente. La poesia diventa così uno strumento per interrogarsi su “dove stiamo andando”, offrendo l’energia della filosofia come risposta alle grandi domande dell’esistenza. (F.N)

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