Tangenti e fondi pubblici: assolta Alessandra Zedda, prescrizione per Ugo Cappellacci

Salvatore

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Tangenti e fondi pubblici: assolta Alessandra Zedda, prescrizione per Ugo Cappellacci

giovedì 26 Febbraio 2026 - 18:04
Tangenti e fondi pubblici: assolta Alessandra Zedda, prescrizione per Ugo Cappellacci

L'ex assessore regionale Alessandra Zedda

Si chiude con un verdetto che mescola assoluzioni nel merito e colpi di spugna procedurali il primo grado del processo sulla presunta tangente legata ai contributi del fondo “Ingenium”. I giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari hanno emesso una sentenza che mette fine a una vicenda giudiziaria trascinatasi per oltre un decennio, confermando sostanzialmente le richieste della stessa Procura.

IL VERDETTO: ASSOLUZIONE PIENA E REATI PRESCRITTI –  L’esito più netto riguarda Alessandra Zedda, consigliera comunale della Lega ed ex assessora regionale all’Industria, uscita dal processo con un’assoluzione con formula piena. Per lei, i giudici hanno riconosciuto l’assoluta estraneità ai fatti nel merito, accogliendo la richiesta formulata dagli stessi pubblici ministeri.

Destino diverso per gli altri protagonisti dell’inchiesta: per il parlamentare di Forza Italia ed ex governatore sardo Ugo Cappellacci, e per i commercialisti Antonio Tilocca e Roberto Bonanni, il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Il tempo trascorso dai fatti – risalenti al 2013 – ha infatti cancellato le ipotesi di reato iniziali, che spaziavano dal peculato alla corruzione.

L’ACCUSA: UN INTERVENTO POLITICO DA 750MILA EURO –  Al centro dell’inchiesta della Procura c’era un presunto scambio di favori avvenuto durante la legislatura Cappellacci. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’allora presidente della Regione avrebbe incassato una tangente da 80mila euro da Flavio Mallus, titolare della ditta Fm Fabbricazioni Metalliche.

In cambio del denaro, secondo i PM, vi sarebbe stato un intervento politico finalizzato a garantire all’azienda un generoso contributo da 750mila euro attinto dal fondo pubblico “Ingenium”. Finanziamenti che, sempre secondo l’accusa, non sarebbero dovuti arrivare nelle casse della ditta poiché quest’ultima si trovava già in uno stato prefallimentare, requisito che ne avrebbe escluso l’accesso ai fondi.

LE REAZIONI: TRA SOLLIEVO E DELUSIONE – “È la fine di un incubo”, è stato il commento a caldo di Alessandra Zedda, che ha espresso profonda gratitudine verso il suo legale, l’avvocato Agostinangelo Marras. “Il tribunale ha finalmente riconosciuto la correttezza assoluta del mio operato”, ha aggiunto la consigliera, visibilmente sollevata dopo anni di pressione giudiziaria.

Di segno opposto le reazioni dei legali degli altri imputati, che puntavano all’assoluzione nel merito piuttosto che alla prescrizione. “Dopo tredici anni ci aspettavamo un risultato differente”, ha dichiarato l’avvocato Patrizio Rovelli, legale di Bonanni insieme a Marina Caria. Anche la difesa di Cappellacci e Tilocca, rappresentata dall’avvocato Carlo Manca Bitti, non nasconde l’amarezza: “Attendiamo di leggere il dispositivo, ma non escludiamo il ricorso in appello per ottenere un’assoluzione piena”.

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