OROSEI – Un vizio procedurale nei tempi di convocazione gela i lavori del Consiglio comunale di Orosei e fa slittare l’approvazione del bilancio di previsione. Quella che il Sindaco definisce una “svista tecnica” è diventata terreno di uno scontro politico durissimo, con la Minoranza che alza un muro insormontabile denunciando la violazione dei diritti democratici e della trasparenza amministrativa.
IL CASO: TERMINI VIOLATI E SEDUTA IRREGOLARE – Al centro della contesa c’è l’articolo 14 del Regolamento di contabilità comunale. Secondo la norma, il Consiglio deve essere convocato solo dopo che siano trascorsi 15 giorni dal deposito dello schema di bilancio da parte degli uffici. Nel caso specifico, il preavviso concesso ai consiglieri è stato di soli 7 giorni: un termine dimezzato che ha reso la convocazione per il 27 febbraio formalmente illegittima.
La Segreteria comunale, preso atto dell’errore, ha tentato una mediazione chiedendo la collaborazione della Minoranza per procedere comunque con l’aula, al fine di sbloccare l’attività amministrativa attualmente paralizzata. Una proposta rispedita al mittente dai consiglieri di opposizione, rimasti irremovibili sulle proprie posizioni.
IL SINDACO: “RESPONSABILITÀ TECNICA, NON SI BLOCCA IL PAESE PER UN ERRORE DI FORMA” – Il primo cittadino Elisa Farris, ha espresso una profonda preoccupazione per il rallentamento forzato della macchina amministrativa, sottolineando come l’impasse burocratica rischi di danneggiare direttamente la comunità. Il Sindaco ha tenuto a precisare che la natura dell’irregolarità è esclusivamente tecnica e imputabile agli uffici, escludendo categoricamente qualsiasi volontà politica di aggirare le norme.
“Amministrare una comunità significa assumersi responsabilità quotidiane e lavorare concretamente per risolvere i problemi, non trasformare ogni seduta in una competizione a chi evidenzia più criticità o in una sterile caccia all’errore”, ha dichiarato il Sindaco, visibilmente amareggiato per la mancanza di un fronte comune davanti alle scadenze dell’ente. “Le diatribe e le antipatie personali appartengono a un piano diverso rispetto al senso di responsabilità istituzionale che il ruolo imporrebbe a ciascuno di noi”.
Farrris ha poi rivolto un duro attacco alla Minoranza, stigmatizzando quello che ha definito come un “atteggiamento ostruzionistico” reiterato, che per la seconda volta consecutiva rallenta i lavori del Consiglio. Secondo la visione della Maggioranza, l’Opposizione starebbe anteponendo “contrapposizioni personali e logiche di scontro” al benessere collettivo. “In questo momento l’Amministrazione è nel pieno della programmazione per la stagione turistica, della progettazione di opere pubbliche strategiche e dell’adozione di provvedimenti urgenti per la crescita di Orosei”, ha concluso il primo cittadino, ribadendo che la difesa formale del regolamento non dovrebbe tradursi in un sabotaggio dei servizi ai cittadini, poiché “amministrare significa lavorare per il bene del paese, non bloccarlo”.
LA MINORANZA: “DEMOCRAZIA CALPESTATA, IL SINDACO NON CONOSCE LE REGOLE” – Diametralmente opposta la versione dei consiglieri di minoranza Giacomo Masala, Annalisa Lai e Donatella Sannai. In una nota congiunta dai toni durissimi, i tre esponenti denunciano come la mancata osservanza dei termini non sia un semplice dettaglio, ma una grave irregolarità che impedisce di fatto l’esercizio del loro mandato. “La mancata notifica del deposito del bilancio ci impedisce di documentarci adeguatamente e di presentare emendamenti nei tempi previsti”, spiegano, sottolineando che senza i 15 giorni prescritti dal regolamento è impossibile votare con cognizione di causa.
“Questa inadempienza lede gravemente i fondamenti della democrazia e della trasparenza amministrativa”, incalzano i consiglieri di opposizione. “Non è la prima volta che il Sindaco convoca il consiglio in modo irregolare e con superficialità, dimostrando di non conoscere, dopo ben quattro anni di mandato, le procedure che regolano le sedute e le basi per una buona amministrazione”. La Minoranza respinge anche l’alibi dell’errore tecnico: “Spesso il Sindaco fa ricadere le proprie responsabilità sugli uffici comunali che, per evitare ritorsioni, accettano passivamente la situazione. Fino ad oggi abbiamo soprasseduto per senso del dovere, ma questa situazione non è più tollerabile”.
I consiglieri hanno dunque chiesto formalmente il ritiro dei punti all’ordine del giorno, annunciando azioni clamorose: “Se si intende forzare l’approvazione nonostante la palese illegittimità, non presenzieremo alla seduta e ci attiveremo in tutte le sedi opportune per ottenere l’annullamento delle delibere. Inoltre, chiederemo che i costi della convocazione di un consiglio illegittimo vengano addebitati direttamente a chi si è reso responsabile di tale illecito”.
