Odissea scolastica a Orgosolo tra riscaldamento, chiusure e allarmi: genitori in rivolta

Salvatore

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Odissea scolastica a Orgosolo tra riscaldamento, chiusure e allarmi: genitori in rivolta

lunedì 23 Febbraio 2026 - 09:58
Odissea scolastica a Orgosolo tra riscaldamento, chiusure e allarmi: genitori in rivolta

Scuole a Orgosolo

ORGOSOLO – Non c’è pace per l’istruzione nel cuore della Barbagia. Quello che doveva essere un normale anno scolastico si è trasformato, per le famiglie di Orgosolo, in un percorso a ostacoli tra aule gelide, caldaie allagate e allarmi antincendio improvvisi.  i genitori delle scuole primaria e secondaria di primo grado hanno deciso di alzare la voce, stanchi di vedere i propri figli costretti a studiare in condizioni che definiscono “indigne e precarie”.

Intervento per allagamento del vano caldaia

IL GELIDO IN CLASSE: CALDAIE IN TILT E LEZIONI SOSPESE –  Il grido d’allarme parte dai banchi della scuola Primaria, dove la cronaca degli ultimi mesi sembra un bollettino di guerra tecnica. Tra l’assenza totale di riscaldamento in diverse aule e il clamoroso allagamento del vano caldaia, le lezioni sono state interrotte a più riprese. Ma non è solo il freddo a spaventare: a intralciare  la continuità scolastica è stata la recente attivazione dell’allarme antincendio con conseguente evacuazione di massa degli alunni.

IL GIALLO DELLA SICUREZZA: MANCANO LE RELAZIONI TECNICHE –  “Vogliamo risposte, non silenzi”, tuonano i genitori. Il punto centrale della protesta riguarda la mancanza di trasparenza dopo l’emergenza antincendio. Nonostante la ripresa delle attività, alle famiglie non sarebbe stata fornita alcuna relazione tecnica che spieghi il perché dell’allarme o che certifichi la totale sicurezza dei locali. Un vuoto comunicativo che alimenta l’incertezza tra chi, ogni mattina, affida i propri figli all’istituzione scolastica.

SCUOLE MEDIE: QUATTRO MESI AL FREDDO SENZA SOLUZIONI –  La situazione non migliora spostandosi alla Scuola Secondaria di Primo Grado. Qui il malfunzionamento dei termosifoni è diventato un ospite sgradito sin dal mese di ottobre. Da allora, tra uscite anticipate forzate e rientri a casa per l’impossibilità di restare in aula, il diritto allo studio dei ragazzi è stato pesantemente calpestato. Una criticità strutturale che si trascina da troppo tempo e che non può più essere liquidata come un semplice “imprevisto”.

L’APPELLO: OLTRE LA POLEMICA, SERVE UN IMPEGNO CONCRETO –  I genitori sono chiari: l’obiettivo non è alimentare la protesta politica, ma garantire la dignità degli studenti. Chiedono un dialogo costruttivo e immediato con le istituzioni, pretendendo comunicazioni ufficiali e, soprattutto, la garanzia che gli edifici siano funzionali e sicuri: la scuola deve tornare a essere un luogo di crescita, non un’odissea.

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