Di cosa deve occupare l’aula di via Dante? È questo l’interrogativo che agita la politica cittadina dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale. Lo scontro non è più solo su una delibera o un voto, ma sulla natura stessa dell’istituzione, divisa tra la necessità di risolvere le emergenze locali e la volontà di partecipare ai grandi dibattiti nazionali.
NUORO – Lo scontro politico nel capoluogo barbaricino si sposta dal piano dell’amministrazione a quello della filosofia stessa del fare politica. L’ultima seduta del Consiglio comunale ha innescato una miccia che vede contrapposti i consiglieri di “SiAmo Nuoro”, Bastianella Buffoni e Pierluigi Saiu, e la consigliera del Partito Democratico, Irene Melis. Al centro della disputa, una domanda cruciale: di cosa deve occuparsi l’aula di via Dante?

Saiu e Buffoni (foto S.Novellu)
L’AFFONDO DI SIAMO NUORO: «TEATRALITÀ ESASPERATA» – Per Bastianella Buffoni e Pierluigi Saiu, il Consiglio ha ormai smarrito la propria missione. In una nota congiunta, i due consiglieri di minoranza descrivono un’aula trasformata in un palcoscenico per “comizi permanenti” e “autocompiacimento”. «Mentre Nuoro affronta problemi concreti e urgenti, nell’aula consiliare si consuma una rappresentazione distante anni luce dalla realtà», denunciano.
L’elenco delle criticità cittadine stilato da SiAmo Nuoro è impietoso: città ferma, incompiute che aumentano, giovani in fuga, attività commerciali che chiudono e quartieri trascurati. Secondo Buffoni e Saiu, la maggioranza starebbe utilizzando le istituzioni per discutere di temi nazionali come se si trovasse a Palazzo Madama, perdendo di vista la “bussola amministrativa” e il mandato ricevuto dai cittadini nuoresi.

La consigliera Irene Melis (foto S.Novellu)
LA REPLICA DI IRENE MELIS: «NON SIAMO UN CONDOMINIO» – Non si è fatta attendere la risposta di Irene Melis (PD), che rivendica con forza il valore del dibattito politico nella sua accezione più ampia. Per la consigliera dem, limitare il raggio d’azione del Consiglio comunale ai soli fatti contingenti significherebbe svuotarne la natura di rappresentanza democratica. «Ridurre la politica locale a mera gestione amministrativa, come se si trattasse di amministrare un Condominio, significa svuotarne la natura», replica la Melis. Temi come il salario minimo, il fine vita, la riforma dei reati sessuali e il regime del 41 bis non sono, per la maggioranza, “esercizi accademici”, ma questioni che hanno riflessi sociali ed economici profondi anche sul tessuto locale. «Il Consiglio comunale è anche luogo di indirizzo e di espressione della comunità su temi alti e di interesse generale», sottolinea la consigliera, rigettando l’accusa di “teatralità”.
UNA CITTÀ TRA DUE VISIONI – Il dato politico che emerge è quello di una maggioranza che rivendica la propria visione ideale e una minoranza che richiama all’urgenza della “manutenzione dell’esistente”. Se per Buffoni e Saiu la Giunta interviene “in fretta e furia” solo per sottrarre spazio alle proposte dell’opposizione, per Melis il momento del confronto vero sarà il prossimo bilancio di previsione, dove le scelte politiche si tradurranno in cifre e interventi.
Resta il fatto che tra le due fazioni la distanza appare ormai incolmabile, con un’aula sempre più simile a un “ring” ideologico dove si scontrano due modi opposti di intendere il futuro di Nuoro.
di Sonia Meloni
