Corruzione e aste truccate nel Sinis: l’inchiesta della Procura travolge 11 persone
Una bufera giudiziaria ha investito nelle ultime ore la Fondazione Mont’e Prama, l’ente che gestisce il prezioso patrimonio archeologico dei Giganti di Cabras. Un’operazione coordinata dalla Procura di Cagliari e condotta dai militari del Nucleo di Polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Oristano ha portato a una serie di perquisizioni e sequestri scattati all’alba di ieri in diverse regioni italiane. Al centro dell’indagine, coordinata dalla sostituta procuratrice Rossana Allieri, figurano undici indagati accusati a vario titolo di reati gravissimi: corruzione, turbata libertà degli incanti e falso. L’inchiesta punta a fare luce su presunte frodi e irregolarità nella gestione degli appalti e delle risorse dell’ente pubblico, in uno dei poli culturali più importanti della Sardegna.
Tra i nomi eccellenti iscritti nel registro degli indagati spiccano figure di primo piano del panorama culturale e giornalistico isolano. Risultano infatti coinvolti il presidente della Fondazione, il giornalista Anthony Muroni, e l’imprenditore culturale Raimondo (Mondino) Schiavone, manager e fondatore di Opificio Innova. Gli accertamenti degli investigatori delle fiamme gialle si sono estesi anche alla città di Cagliari e ad altre località della Penisola, dove sono state effettuate perquisizioni mirate per acquisire una vasta mole di documentazione cartacea e digitale, ora al vaglio degli esperti del nucleo PEF per riscontrare le ipotesi di accordi spartitori volti a manipolare l’assegnazione di servizi e incarichi.
La notizia ha suscitato profondo scalpore, data l’importanza strategica della Fondazione nella promozione internazionale della Sardegna. Il presidente Anthony Muroni ha reagito dichiarando piena fiducia nell’operato della magistratura e dicendosi sereno riguardo alla correttezza del proprio operato e di quello dell’ente, posizione condivisa anche da Raimondo Schiavone che ha espresso la volontà di chiarire quanto prima la propria posizione. Mentre l’attività investigativa prosegue per definire le singole responsabilità, il mondo della cultura attende di conoscere l’evoluzione di un fascicolo che tocca la gestione di fondi pubblici e la reputazione del sito monumentale lungo la via e i territori di Cabras, mettendo in discussione i modelli di governance finora adottati nella valorizzazione dei colossi di pietra.
