Addio al piccolo Domenico: il bimbo del trapianto si è spento al Monaldi

Salvatore

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Addio al piccolo Domenico: il bimbo del trapianto si è spento al Monaldi

sabato 21 Febbraio 2026 - 11:58
Addio al piccolo Domenico: il bimbo del trapianto si è spento al Monaldi

La mamma col piccolo Domenico

Una fondazione in memoria di Domenico: il progetto della madre contro l’oblio


Il piccolo Domenico, il bambino di due anni che da mesi lottava tra la vita e la morte dopo un trapianto di cuore eseguito con un organo danneggiato, è deceduto nella mattinata di oggi 21 febbraio 2026. L’annuncio è arrivato dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, e confermato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha parlato di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. Il decesso è avvenuto intorno alle ore 9:20 presso l’ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo era ricoverato in terapia intensiva dal 23 dicembre scorso.

La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, visibilmente scossa dal dolore, ha dato l’annuncio ai giornalisti uscendo dalla struttura sanitaria: «Se n’è andato, è finito», ha dichiarato tra le lacrime. Nonostante il tragico epilogo, la donna ha espresso la ferma volontà di mantenere vivo il ricordo del figlio attraverso la creazione di una fondazione che porterà il suo nome. Il progetto, che sarà dettagliato a breve insieme ai legali, punta a lasciare un segno indelebile in memoria di Domenico e a supportare cause legate alla sua storia. La signora Mercolino ha inoltre colto l’occasione per mettere in guardia l’opinione pubblica da possibili truffe, invitando a non donare denaro a chiunque lo richieda millantando un legame con la famiglia.

Nelle ore precedenti al decesso, l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, si era recato in ospedale per restare accanto alla madre in preghiera e somministrare al bambino l’estrema unzione. La direzione strategica dell’ospedale e tutto il personale sanitario hanno espresso il più sentito cordoglio per la scomparsa del piccolo paziente, stringendosi alla famiglia in un momento di immenso dolore. Resta ora aperto il fronte giudiziario, con la Procura di Napoli impegnata ad accertare le responsabilità sull’errore nel trasporto dell’organo che ha segnato il destino del bambino.

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