NUORO – Tutto pronto per “Su Carrasecare Nugoresu”, l’evento che riporta nel cuore del capoluogo barbaricino i riti e le suggestioni del carnevale locale. Il conto alla rovescia è già partito, ma se da un lato l’essenza della manifestazione resta saldamente ancorata alle maschere tradizionali, simboli di un’identità storica e culturale profonda, dall’altro si avverte una nota di malinconia per la componente più goliardica della festa.

Carnevale edizione 2017 (foto S. Novellu)
A Nuoro, infatti, mancano ancora i carri allegorici. L’ultima grande parata caratterizzata da musica, satira e strutture in cartapesta risale al 2020, poco prima che l’emergenza sanitaria congelasse gli eventi pubblici di massa. Da allora, il carnevale nuorese si è concentrato prevalentemente sulla valorizzazione del patrimonio etnografico, lasciando sguarnito il versante del divertimento popolare legato ai carri di ispirazione moderna.

Nuoro, maschere tradizionali al Redentore (foto Nieddu)
Tuttavia, uno spiraglio di cambiamento sembra aprirsi all’orizzonte. L’amministrazione guidata dal sindaco Fenu non esclude affatto di poter riportare la festa dei carri in città. L’obiettivo è quello di coniugare la solennità delle maschere identitarie con la spensieratezza delle sfilate allegoriche, restituendo alla cittadinanza una manifestazione completa in grado di coinvolgere tutte le fasce d’età e rilanciare l’attrattività turistica del centro nel periodo invernale.
