Emergenza Abitativa: famiglia con bimbo dii sette anni sfrattata dal fango e dall’incuria

Salvatore

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Emergenza Abitativa: famiglia con bimbo dii sette anni sfrattata dal fango e dall’incuria

Cronaca di un disastro nel cuore del quartiere popolare
martedì 17 Febbraio 2026 - 12:45
Emergenza Abitativa: famiglia con bimbo dii sette anni sfrattata dal fango e dall’incuria

Gli effetti del maltempo sull'abitazione

Non è stata solo la pioggia a rendere inagibile l’appartamento di una palazzina nel quartiere di Latte Dolce. A crollare, insieme a pezzi di intonaco e speranze, è stata soprattutto la rete di protezione sociale e manutentiva che l’AREA (Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa) avrebbe dovuto garantire. Oggi, la famiglia Cloridani come sostiene il capofamiglia Nanni,  si ritrova senza un tetto, costretta a dividersi tra parenti e amici, mentre la loro casa è diventata una trappola d’acqua e muffa.

Gli effetti del maltempo sull’abitazione

PIOGGIA DAL SOFFITTO E PARETI IMPREGNATE –  La situazione è precipitata con le ultime ondate di maltempo, ma le radici del problema affondano in anni di assenza totale di interventi strutturali. All’interno dell’abitazione, lo scenario è desolante: l’acqua non si limita a infiltrarsi, ma cade letteralmente dal soffitto, rendendo vano ogni tentativo di arginare l’allagamento con secchi o stracci.

IL DRAMMA DI UN MINORE E L’INAGIBILITÀ –  La gravità del fatto è accentuata dalla presenza di un minore nel nucleo familiare. Vivere in un ambiente insalubre, con l’impianto elettrico a rischio e l’umidità che compromette la salute respiratoria, non era più possibile. A seguito di un sopralluogo, le autorità competenti non hanno potuto far altro che dichiarare l’appartamento inagibile. Un verdetto che, se da un lato tutela l’incolumità fisica, dall’altro scaraventa la famiglia nel baratro dell’incertezza abitativa.

IL MURO DI GOMMA DELL’ENTE REGIONALE –  Nonostante la documentata urgenza e la precarietà della situazione, il dito resta puntato contro l’AREA. Secondo quanto riferito dagli occupanti, l’ente non sembra intenzionato a farsi carico degli interventi di manutenzione straordinaria necessari per ripristinare la sicurezza dell’immobile. Un “no” che suona come una condanna per chi, in quella casa, pagava non solo un affitto ma riponeva il diritto a una vita dignitosa.

Il quartiere di Latte Dolce si interroga ora su quanti altri alloggi versino nelle stesse condizioni, mentre la famiglia colpita attende risposte concrete, e non solo promesse, per poter tornare alla normalità.

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