MAMOIADA – Il rito si è ripetuto ancora una volta, immutabile, tra le vie del centro storico di Mamoiada, dove il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio a una liturgia arcaica che affonda le radici nei millenni passati. Non si tratta di un semplice carnevale, ma di una celebrazione in cui il confine tra uomo e bestia, tra sacro e profano, si dissolve nel ritmo ipnotico e cadenzato dei campanacci.
IL SERVIZIO:
Come ricordano spesso gli anziani, diventare Mamuthone è un destino, un legame indissolubile con una storia che continua a respirare tra le pietre del cuore della Barbagia. Oggi il gruppo si è esibito per la prima volta questo pomeriggio, dopo la benedizione ufficiale del parroco Don Orunesu, acclamati da due ali di folla, in gran parte costituita da turisti arrivati in paese per l’occasione da ogni parte del mondo, consacrando ufficialmente questo nuovo capitolo della tradizione isolana.

Mamoiada, Mamuthone (foto S.Novellu)
Al centro di questa resistenza culturale opera oggi la nuova associazione di Mamuthones e Issohadores, una realtà composta da circa trenta membri, sotto la guida del presidente Giovanni Gungui.

Mamoiada, Mamuthones e Issohadore (foto S.Novellu)
La forza di questo nuovo gruppo risiede nell’esperienza maturata dai suoi componenti all’interno delle due storiche istituzioni del paese, la Pro-loco e la Atzeni-Beccoi, garantendo una continuità filologica e una competenza profonda nel gestire il patrimonio immateriale mamoiadino e portare avanti la tradizione.

Mamoiada, Mamuthones (foto S.Novellu)
La prima uscita ufficiale del gruppo ha incantato una folla composta in gran parte da turisti, accorsi da tutto il mondo appositamente per assistere a una manifestazione simbolo dell’identità sarda.
