Davide contro Golia: Todde chiama i sardi alla mobilitazione contro il 41 bis

Salvatore

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Davide contro Golia: Todde chiama i sardi alla mobilitazione contro il 41 bis

lunedì 16 Febbraio 2026 - 11:28
Davide contro Golia: Todde chiama i sardi alla mobilitazione contro il 41 bis

La presidente Alessandra Todde (foto S.Novellu)

La Sardegna si prepara a scendere in piazza per gridare il proprio no a quella che viene definita come l’ennesima servitù imposta dallo Stato: quella carceraria. Sabato 28 febbraio, alle ore 11:00, Piazza Palazzo a Cagliari diventerà il teatro di una protesta che vede la Presidente Alessandra Todde schierata in prima linea, in una sfida che rievoca il mitico scontro tra Davide e Golia. Al centro della contesa c’è la decisione del Governo di concentrare nell’isola oltre 240 detenuti sottoposti al regime del 41 bis, distribuendoli tra le strutture di Uta, Badu ’e Carros e Bancali.

L’accusa mossa dalla Regione è chiara: la Sardegna non può e non deve trasformarsi nella periferia d’Italia dove scaricare decisioni prese altrove senza alcun dialogo con il territorio. Secondo i piani attuali, l’isola si troverebbe a ospitare un terzo di tutti i detenuti sottoposti al carcere duro a livello nazionale. Una sproporzione che, secondo la Todde e i comitati che stanno aderendo alla mobilitazione, peserà in modo insostenibile sulla sanità locale e sulla sicurezza di territori già fragili, portando con sé il rischio di pericolose contaminazioni mafiose che la terra sarda rigetta con forza.

La mobilitazione del 28 febbraio promette di essere larga e trasversale. Sindaci, sindacati, associazioni e cittadini da ogni parte dell’isola si stanno unendo al coro di protesta per chiedere lo stop immediato a un provvedimento che allontana prospettive di sviluppo e calpesta la dignità di una comunità che ha sempre fatto la sua parte, ma che oggi rifiuta di subire passivamente. L’appuntamento di Cagliari si preannuncia come un momento di rivendicazione identitaria e politica: una voce collettiva, pacifica ma determinata, per difendere il futuro della Sardegna da imposizioni unilaterali.

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