“Il Comune e la Provincia di Nuoro chiederanno l’accesso agli atti per “smascherare i criteri adottati da Feliziani per punire il Nuorese”.
NUORO – Ieri mattina, nell’aula consiliare della Provincia si è tenuta un’assemblea straordinaria regionale del mondo della scuola che ha visto la partecipazione compatta di tutte le sigle sindacali, insieme a sindaci, amministratori locali e lavoratori, in gran parte collegati da remoto, nonostante i numerosi problemi di connessione, a causa dei danni provocati ai ripetitori telefonici dal forte vento dei giorni scorsi. L’incontro, rivolto anche a tutti i rappresentanti della Regione, ha visto una defezione in massa di tutti gli esponenti del Centro-Destra.

Partecipanti collegati da remoto
I PUNTI DEL DIBATTITO – Il dibattito si è aperto con la denuncia di una “tripla penalizzazione” che sta colpendo la Sardegna. Da un lato, il piano di dimensionamento nazionale impone la soppressione di numerose autonomie scolastiche; dall’altro, l’isola perde i finanziamenti del PNRR legati all’istruzione proprio come “ritorsione” politica per non aver attuato i tagli con la rapidità richiesta dal governo centrale. A questo si aggiunge anche il declassamento di numerosi comuni montani, che nell’Isola passeranno da 207 a 133, con un notevole taglio ai relativi finanziamenti e agevolazioni, oltre al fatto che anche questo provvedimenti spianerà la strada a ulteriori futuri dimensionamenti scolastici.

Assemblea della scuola in Provincia
MACRO MOSTRI, TAGLI AL PERSONALE E PERDITA DI QUALITÀ – L’assessore Lisetta Bidoni e i rappresentanti dei lavoratori hanno evidenziato come la creazione di istituti sovradimensionati comprometta la qualità della didattica e la sicurezza di docenti e studenti, costretti a percorrere lunghe distanze su una rete viaria disastrate mettendo a rischio la propria incolumità. A questa dura presa di posizione si è unita la voce della deputata Francesca Ghirra, la quale ha definito “scellerata” la scelta governativa che ignora i “sacrifici che la scuola sarda ha già fatto”, avendo già rinunciato a oltre 100 dirigenti. La parlamentare ha sollecitato un aggiornamento dello Statuto e il rafforzamento dell’autonomia per garantire una geografia scolastica aderente alle reali necessità dei territori, chiedendo al Governo di Roma di approvare l’emendamento presentato al milleproroghe.

Assemblea della scuola in Provincia
NUORO CHIEDE L’ACCESSO AGLI ATTI – L’assessore comunale nuorese alla Cultura Domenico Cabula ha ribadito che “I tagli non sembrano seguire criteri oggettivi, ma appaiono come una vera e propria aggressione politica. Il sospetto, neanche troppo velato, è che la provincia di Nuoro sia stata messa nel mirino perché rappresenta una roccaforte di Centro sinistra, in linea con la giunta regionale guidata da Alessandra Todde”. Per smascherare questa dinamica, il Comune e la Provincia di Nuoro annunciano che chiederanno l’accesso agli atti, per obbligare il commissario Feliziani a mostrare le “carte” e i criteri tecnici (se esistono) che hanno portato a concentrare i tagli proprio in questo territorio”. Una visione, la sua, condivisa e sottolineata anche da Maria Domenica Patre (GILDA Nuoro).
Nel frattempo, i comuni di Ilbono e Tertenia hanno già incaricato i legali per un ricorso al TAR contro gli accorpamenti.

L’assessore Ilaria Portas
DALLA REGIONE NESSUNO SCARICABARILE – L’assessore regionale Ilaria Portas ha respinto l’accusa di aver delegato la responsabilità al commissario per inerzia; al contrario, Portas ha dichiarato che la Regione ha scelto consapevolmente di non procedere agli accorpamenti perché, dopo i tagli degli anni scorsi, “non c’è più nulla da accorpare”. Preferire il commissariamento è stato un atto di tutela verso un sistema scolastico già troppo fragile. L’Assessora ha poi sottolineato che i parametri numerici nazionali sono inadeguati per un’isola che necessita di investimenti, non di razionalizzazioni, mentre i dimensionamenti sono stati dettati esclusivamente dal Ministero dell’Economia e non da quello dell’Istruzione.
Riguardo alla nuova legge regionale, l’assessora ha chiarito che la norma regionale non può annullare da sola il dimensionamento (essendo materia statale), ma deve servire a riempire di contenuti il principio di insularità. La sfida è ottenere a Roma una cornice normativa speciale che permetta deroghe sui numeri, garantendo l’autonomia anche alle scuole dei territori più marginali.

Il senatore Marco Meloni
INSULARITÀ E STATUTO SPECIALE – Il senatore Marco Meloni ha definito il risparmio del dimensionamento in Sardegna “irrisorio”: circa 10 milioni di euro a fronte di un investimento nazionale di oltre 70 miliardi. Per uscire dall’impasse, il Senatore propone di attuare il principio di insularità (trasformare il dettato costituzionale in leggi specifiche che permettano alla all’Isola di avere sistemi d’eccezione su scuola, sanità e trasporti) e Riformare lo Statuto Speciale (ottenere una competenza primaria sull’istruzione, seguendo il modello della valle d’Aosta e del trentino-alto Adige, per gestire autonomamente le risorse e proteggere le classi più piccole).

Giuseppe Ciccolini e Domenico Cabula
MATTARELLA LO DEVE SAPERE – Quasi in chiusura dell’incontro, è intervenuto anche il presidente della Provincia di Nuoro Giuseppe Ciccolini, che si è riallacciato a quanto anticipato da Casula: “Il dimensionamento scolastico non è un isolato errore tecnico, ma il sintomo di una “sensazione di asfissia” che colpisce la Sardegna su più fronti: dai trasporti alle carceri (con il caso dei detenuti in regime di 41 bis), fino alla scuola. Ciccolini rifiuta la logica della rassegnazione e invita il mondo dell’istruzione a non subire passivamente i tagli in quanto la chiusura delle autonomie scolastiche rappresenta la morte sociale delle comunità più fragili e marginali”. Ciccolini ha invitato il mondo della scuola ad approfittare della visita del Capo dello Stato a Nuoro e fare il modo che questa “Non sia solo una cerimonia di cortesia”, ma l’occasione per superare i protocolli e consegnare al Presidente un grido di dolore: la testimonianza di un territorio “turbato” che non accetta di essere smantellato pezzo dopo pezzo.
L’assemblea si è conclusa con un appello all’unità. La richiesta al governo regionale e nazionale è chiara: tornare indietro rispetto a decisioni calate dall’alto che ignorano la realtà sociale e demografica della Sardegna.
