NUORO – La visita di Sergio Mattarella a Nuoro per il centenario del Nobel a Grazia Deledda si è chiusa tra il successo della visita istituzionale e un pizzico di amarezza popolare. Sebbene il cuore delle celebrazioni al Teatro Eliseo sia stato impeccabile, con gli studenti e le autorità civili, religiose e militari acclamare al Presidente, il resto della città ha vissuto una giornata scandita da transenne e rigidi protocolli di sicurezza che hanno reso quasi invisibile il passaggio del Capo dello stato.

La casa Deledda pattugliata (foto S.Novellu)
I momenti di massima emozione sono stati l’arrivo e la partenza dall’Eliseo e la visita alla casa natale della Scrittrice. Qui, una piccola parte del quartiere di Santu Predu e del vicinato si è radunata nei pressi al Museo Deleddiano, nonostante i blocchi delle serrati delle forze dell’Ordine, per accogliere l’arrivo del corteo con un coro spontaneo e caloroso, invocando a gran voce “Sergio, Sergio, Sergio”. Tuttavia, l’imponente macchina della protezione e il cordone delle forze dell’ordine hanno blindato ogni centimetro impedendo anche la vista da lontano del Presidente.

La partenza di Mattarella da Nuoro (foto S.Novellu)
Così, mentre all’interno della casa museo il Presidente si immergeva nel silenzio della memoria deleddiana, all’esterno restava l’eco di quel grido rimasto senza risposta, simbolo di un affetto che la comunità nuorese avrebbe voluto manifestare con meno filtri e più vicinanza.
