NUORO – Le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno risuonato con una sincerità disarmante nel cuore dell’Atene Sarda. Non un omaggio di circostanza, ma una confessione intellettuale che ha accorciato le distanze tra il Quirinale e le strade di Santu Predu. “Questa estate, in montagna, ho portato con me alcuni libri da rileggere”, ha esordito il Capo dello Stato, citando Il vecchio della montagna e Canne al vento. Una rilettura che, a distanza di decenni dai banchi di scuola, ha restituito intatte le stesse vibrazioni, confermando la “perenne modernità” di una scrittrice che non finisce mai di interrogare la coscienza nazionale.

La presidente Alessandra Todde (foto S.Novellu)
L’EREDITÀ DI GRAZIA TRA STORIA E ATTUALITÀ – La visita si è snodata attraverso i luoghi simbolo della vita della Deledda, con la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a fare da guida in un percorso che ha intrecciato la memoria del Nobel con le sfide del futuro. Todde ha ricordato come Grazia, pur muovendosi in un ambiente ostile e privo di diritti per le donne, non abbia mai arretrato, costruendo con disciplina e tenacia una letteratura capace di farsi universale partendo dalle proprie radici. Un esempio di “forza di chi ce l’ha fatta con le proprie forze”, che oggi dialoga idealmente con le figure di Gramsci e Lussu.

Lo scrittore Marcello Fois (foto S.Novellu)
UN CENTRO NEVRALGICO CONTRO L’ISOLAMENTO – Lo scrittore Marcello Fois e lo studioso Dino Manca hanno arricchito il dibattito sottolineando come Nuoro debba essere considerata un centro nevralgico, e non un “confine estremo”. Fois ha scacciato l’immagine della Sardegna come terra di sola punizione o vacanza, rivendicando la modernità di un’autrice che ha saputo raccontare la sensualità e il conflitto tra individuo e comunità in tempi non sospetti.

Neria De Giovanni (foto S.Novellu)
Neria De Giovanni (presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari) ha poi ripercorso i dettagli umani del Nobel: quel viaggio in classe economica, il mal di testa che nascondeva il male incurabile, e la dignità di una donna che, per diventare veramente nuorese, dovette prima lasciare la sua città.

Mattarella saluta il sindaco Fenu (foto S.Novellu)
IL FUTURO NELLE MANI DEI GIOVANI E DELLA SCIENZA – Il sindaco Emiliano Fenu, che ha collegato l’eredità deleddiana alle grandi speranze tecnologiche dell’isola. Parlando ai numerosi studenti in sala, Fenu ha citato il progetto dell’Einstein Telescope come la nuova frontiera per i giovani sardi. Proprio come la Deledda ha portato la voce della Barbagia nel mondo, oggi la Sardegna si candida a ospitare il cuore della ricerca scientifica europea, dimostrando che nessuna periferia è destinata al silenzio se presidiata dalla cultura e dalla conoscenza.
