Grazia Deledda e il Nobel: il baciamano alla «padrona» con le dita che puzzano di cipolla

Salvatore

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Grazia Deledda e il Nobel: il baciamano alla «padrona» con le dita che puzzano di cipolla

di Sonia Meloni
sabato 14 Febbraio 2026 - 17:09
Grazia Deledda e il Nobel: il baciamano alla «padrona» con le dita che puzzano di cipolla

Neria De Giovanni (foto S.Novellu)

NUORO – Dietro la solennità del premio Nobel per la letteratura, conferito ufficialmente il 10 dicembre 1927, si nasconde il racconto di una donna che non ha mai barattato la propria autenticità con la celebrità mondiale. Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento dall’Accademia di Svezia, accolse la notizia nella sua dimensione più quotidiana e domestica. Come ha ricordato la studiosa Neria De Giovanni, oggi nel corso del proprio intervento alla presenza del presidente Mattarella, i referenti del Nobel si presentarono alla sua casa di Roma nel novembre del 1927 mentre la scrittrice era intenta nelle faccende domestiche. Al primo squillo di campanello, Deledda scelse di non rivelarsi, fingendosi una collaboratrice e congedando gli ospiti con un laconico: «La padrona non c’è».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto S.Novellu)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto S.Novellu)

Il destino, tuttavia, bussò una seconda volta poco dopo. Al ritorno dei delegati, “Grasiedda” stava preparando il sugo per il marito e i figli quando ricevette finalmente la comunicazione ufficiale della vittoria. La reazione fu di una semplicità disarmante: tornò in cucina canticchiando «il premio, il premio», raccontando poi divertita al marito Palmiro Madesani di aver ricevuto un solenne baciamano proprio mentre le sue dita profumavano ancora di cipolla per il soffritto. Questo contrasto tra l’altissimo onore accademico e la concretezza della vita quotidiana riassume l’essenza della scrittrice, premiata per la potenza con cui ha ritratto le forme plastiche della sua isola natale.

L'intervento di Neria De Giovanni (foto S.Novellu)

L’intervento di Neria De Giovanni (foto S.Novellu)

Anche il viaggio verso Stoccolma fu privo di sfarzi. All’epoca, i vincitori dovevano farsi carico di ogni spesa poiché non esistevano rimborsi, costringendo la Deledda a viaggiare in seconda classe. Durante una sosta per il cambio del treno, la scrittrice rilasciò un’intervista dove, con lo sguardo curioso di chi viene da una terra di pastori, ammise di essere rimasta colpita dalla grandezza delle fattorie locali, aggiungendo con naturalezza di essere invece già abituata alla neve.

Le immagini storiche di quel viaggio restituiscono un’iconografia lontana dai canoni del divismo. Accanto al marito e manager Palmiro Madesani, uomo alto e snello, Grazia appare minuta, avvolta in una pelliccia fuori moda lunga fino ai polpacci e con scarpe pesanti. Una figura piccola ma immensa, capace di trattare con profondità e calore i problemi generali dell’interesse umano, portando la Sardegna sul tetto del mondo.

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