Scuola. COBAS in piazza a Nuoro: “Tagli folli, la Sardegna ha già pagato” – VIDEO

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Scuola. COBAS in piazza a Nuoro: “Tagli folli, la Sardegna ha già pagato” – VIDEO

di Salvatore Novellu
venerdì 13 Febbraio 2026 - 05:02
Scuola. COBAS in piazza a Nuoro: “Tagli folli, la Sardegna ha già pagato” – VIDEO

Studenti delle Magistrali alla manifestazione


NUORO – Una mobilitazione carica di tensione e determinazione quella che ha visto protagonisti i COBAS della scuola ieri mattina a Nuoro, mentre diversi istituti scolastici cittadini chiudevano i battenti per lo sciopero regionale del personale ATA indetto dal sindacato.

Striscioni affissi all'ingresso dell'Istituto Podda

Striscioni affissi all’ingresso dell’Istituto Podda

Sfidando la pioggia battente e condizioni meteo avverse, le rappresentanze di varie zone della Sardegna si sono ritrovate nel sagrato della chiesa delle Grazie per protestare contro il nuovo piano di dimensionamento scolastico che prevede il taglio di nove autonomie in Sardegna, di cui ben cinque nella sola provincia di Nuoro. Una scelta che ha spinto l’organizzazione sindacale a indire uno sciopero regionale, con una partecipazione massiccia che ha portato alla chiusura totale di diversi istituti nel capoluogo barbaricino.


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I NUMERI DEL “MASSACRO” SCOLASTICONicola Giua, rappresentante dei COBAS Scuola Sardegna, ha delineato un quadro allarmante: “Sono vent’anni che le scuole sarde vengono massacrate”, ha dichiarato Giua, citando dati che descrivono un ridimensionamento drastico: vent’anni fa gli istituti autonomi nell’Isola erano 425 mentre l’anno prossimo scenderanno a 223. Si tratta di un taglio superiore al 45%, una cifra che il sindacato definisce “assolutamente folle”. A rendere ancora più aspra la polemica è la sproporzione tra il calo demografico e la chiusura delle sedi. Sebbene il numero degli studenti sia sceso dai 230.000 di vent’anni fa ai 176.000 attuali (una diminuzione del 22%), il taglio delle autonomie è stato proporzionalmente quasi il doppio. “Hanno aumentato i parametri ignorando le specificità della Sardegna”, ha spiegato Giua, sottolineando come la bassa densità abitativa e l’orografia del territorio rendano impossibile gestire istituti comprensivi che raggruppano anche 10-11 paesi e fino a 30 plessi differenti, trasformando gli organi collegiali in “sepolcri imbiancati” dove manca il tempo persino per discutere.

Nicola Giua - COBAS scuola Sardegna (foto S.Novellu)a - COBAS scuola Sardegna (foto S.Novellu

Nicola Giua – COBAS scuola Sardegna

SOLIDARIETÀ DA CAGLIARI E CRITICA ALLE ISTITUZIONI – A testimoniare l’unità del movimento sono arrivate anche alcune delegazioni da Cagliari e dal Cagliaritano. Giancarlo della Corte, esponente dei COBAS del Capoluogo, ha ribadito la gravità della situazione: “Siamo venuti per testimoniare la nostra volontà di batterci contro tagli che riducono le nostre scuole a mega istituti ingovernabili, destinati a desertificare le zone interne”. Della Corte ha rivolto critiche durissime alla giunta regionale, accusata di un atteggiamento “pilatesco” per aver affidato la gestione al direttore dell’ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani, nominato commissario. Feliziani, infatti, avrebbe proceduto ai tagli “di sua sponte”, senza consultare province o comuni. Nonostante il presidente della provincia, Giuseppe Ciccolini, abbia lasciato intendere che ormai i margini di manovra siano inesistenti, i COBAS chiedono alla giunta presieduta da Alessandra Todde una risposta forte, invocando una legge sulla scuola sarda che utilizzi le prerogative dell’articolo 5 dello Statuto Speciale.

Lisetta Bidoni (foto S.Novellu)

Lisetta Bidoni

I TAGLI AL PERSONALE – Uno dei punti più caldi riguarda il personale. Sebbene le versioni ufficiali rassicurino sulla tenuta degli organici, i COBAS denunciano che il dimensionamento colpirà duramente gli amministrativi e i DSGA. “La vulgata che non ci siano tagli è falsa”, ha precisato Giua. “L’istruzione non è una merce e gli alunni non sono polli da mettere in un grande capannone per fare economie di scala”. A dare forza istituzionale alla protesta è intervenuta la consigliera Lisetta Bidoni, presente in rappresentanza del Comune, della Provincia e della comunità nuorese. Nonostante il pessimismo generale, la sua posizione è stata di netta chiusura verso ogni rassegnazione: “Noi non intendiamo mollare, nonostante oramai sia chiaro che i giochi sono fatti, chiediamo che ci vengano restituite tutte le autonomie e che vengano rispettati tutti i territori, anche perché la scuola è un diritto“.

Giancarlo della Corte - COBAS scuola Sardegna (foto S.Novellu)

Giancarlo della Corte – COBAS scuola Sardegna

UN FRONTE SINDACALE DIVISO – I COBAS della scuola hanno deciso di muoversi separatamente rispetto ad altre sigle. Mentre altre organizzazioni hanno optato per assemblee in orario di servizio, i COBAS hanno scelto la via dello sciopero regionale, lamentando di non essere stati coinvolti in un percorso unitario. “Riteniamo che la lotta sarebbe dovuta essere comune”, ha concluso Giua, ribadendo che, vista la gravità della situazione, “mettersi di traverso” resta l’unica opzione possibile per il futuro del sistema educativo isolano. E la risposta delle scuole nuoresi è stata massiccia. Molti istituti sono rimasti completamente chiusi per l’adesione totale allo sciopero.

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