Un fuori programma canoro ha segnato l’inedito incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i protagonisti della 76ª edizione del Festival di Sanremo. A meno di ventiquattro ore dal suo arrivo in Sardegna, il Capo dello Stato ha aperto le porte del Colle a Carlo Conti, Laura Pausini e ai trenta artisti in gara, definendo la musica popolare «parte integrante del patrimonio culturale e della società italiana». Il momento più alto della cerimonia si è toccato quando l’intera delegazione dei cantanti ha intonato in coro le note di «Azzurro», il celebre brano di Paolo Conte reso immortale da Adriano Celentano. Mattarella, visibilmente divertito, ha accompagnato il ritmo con un sorriso, scherzando poi sulla propria partecipazione vocale: «Ricordavo le parole, ma sin dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni per non turbare il coro», ha dichiarato con la consueta ironia, ringraziando gli artisti per il loro contributo alla vita del Paese.
L’incontro romano ha rappresentato l’ultima tappa istituzionale prima della partenza del Presidente verso la Barbagia. Domani mattina, infatti, Sergio Mattarella è atteso a Nuoro per l’evento clou della sua visita nell’Isola: l’inaugurazione ufficiale delle celebrazioni per il centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda. Il programma prevede l’arrivo al Teatro Eliseo alle ore 11.00, dove il Capo dello Stato sarà accolto dalle massime autorità regionali e locali. La giornata nuorese, blindatissima per ragioni di sicurezza, proseguirà con una visita privata alla casa natale della scrittrice nel rione di San Pietro. Tra l’entusiasmo dei Big di Sanremo e il prestigio della letteratura deleddiana, il Presidente ha voluto tracciare un filo conduttore unico, sottolineando come la musica pop, i grandi eventi sportivi e la letteratura rappresentino forme diverse ma ugualmente fondamentali della cultura nazionale
