Tragedia del peschereccio Luigino: riprese le ricerche dei dispersi in Ogliastra

Salvatore

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Tragedia del peschereccio Luigino: riprese le ricerche dei dispersi in Ogliastra

giovedì 12 Febbraio 2026 - 15:48
Tragedia del peschereccio Luigino: riprese le ricerche dei dispersi in Ogliastra

La Guardia Costiera di Arbatax

Sono riprese questa mattina, poco prima delle 9, le operazioni di ricerca per recuperare i corpi di Antonio Morlè, 53 anni, ed Enrico Piras, 63 anni, i due pescatori di Tortolì vittime del naufragio del peschereccio “Luigino”. L’imbarcazione è colata a picco nella giornata di ieri nello specchio d’acqua antistante Santa Maria Navarrese, nel cuore dell’Ogliastra.

Imbarcazioni al porto di Arbatax

Imbarcazioni al porto di Arbatax

LA MACCHINA DEI SOCCORSI –  La Guardia Costiera di Arbatax, sotto il coordinamento del Reparto Operativo di Cagliari, ha dovuto attendere una parziale tregua del maltempo prima di dare il via libera alle unità di soccorso. Attualmente sono impegnati nelle operazioni la motovedetta CP811 e l’elicottero Nemo 11, decollato dalla base aerea di Decimomannu per effettuare i sorvoli nell’area del disastro.

IL DRAMMA DEI DISPERSI –  Stando alla testimonianza di Antonio Lovicario, unico superstite tratto in salvo dall’equipaggio del motopesca “Zeus”, la dinamica del ritrovamento appare complessa. Il corpo del comandante, Antonio Morlè, sarebbe rimasto intrappolato all’interno dello scafo, ora adagiato su un fondale profondo circa 200 metri. Risulta invece disperso in mare aperto Enrico Piras.

CONDIZIONI METEO AVVERSE –  Le attività di perlustrazione rimangono estremamente difficili a causa delle forti raffiche di vento e del moto ondoso ancora proibitivo. Sebbene la ricognizione aerea prosegua senza sosta, le speranze di un rapido recupero sono legate al previsto miglioramento delle condizioni meteomarine, atteso non prima di sabato.

PIANO DI RECUPERO CON IL ROV – Per la giornata di sabato è già stato programmato l’intervento specialistico del Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Cagliari. I tecnici utilizzeranno un ROV (Remotely Operated Vehicle), un robot subacqueo guidato da remoto, indispensabile per ispezionare il relitto alla profondità in cui si trova e tentare il recupero delle salme.

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