NUORO – Il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), guidato a livello nazionale dall’architetto novarese Paolo Preti, avvia ufficialmente la sua fase di ricostruzione anche in Sardegna. Durante la recente fase congressuale, la guida del coordinamento regionale per la Sardegna è stata affidata a Marika Forense.
Trent’anni, laureata in Giurisprudenza con una solida esperienza maturata nel settore sociale e penitenziario, Forense – nuorese per parte di madre e oroseina per parte di padre – ricopre contestualmente l’incarico di responsabile nazionale Giustizia del partito.
Un programma tra eredità storica e futuro – La strategia delineata dalla nuova coordinatrice si fonda su quello che viene definito uno “strabismo” politico necessario: coniugare il recupero del patrimonio ideale della socialdemocrazia del dopoguerra con uno sguardo rivolto alle sfide del domani. Il simbolo del Sole nascente torna a rappresentare, nelle intenzioni dei dirigenti, una proposta di speranza per tutte le generazioni.
I pilastri del programma politico per il 2026 si articolano su punti cardine quali: Lavoro e formazione (Priorità alla qualità dell’istruzione, alla sicurezza sui luoghi di lavoro e alla legalità); Sviluppo economico (Il partito punta a ristabilire un dialogo con i ceti medi e le forze produttive, sostenendo che la crescita economica sia la precondizione per attuare politiche di equità e giustizia sociale) e Giustizia e Sanità (Settori considerati vitali per la tenuta del tessuto sociale regionale e nazionale).
Il coinvolgimento dei giovani – Un obiettivo dichiarato della nuova gestione è il ricambio generazionale. Secondo il PSDI, è fondamentale riportare i giovani al centro dell’attività politica, superando una fase di marginalizzazione che ne ha trascurato idee e potenzialità. Il partito ha contestualmente annunciato l’apertura della campagna di tesseramento per l’anno 2026. Gli interessati possono richiedere informazioni rivolgendosi direttamente alla coordinatrice regionale per aderire al progetto politico di “libertà e giustizia sociale“.
